Vergine, Madre di amore – 26 maggio

Noi balbettiamo
una gioia insopportabile, o madre,
nell’accostarci a te: nido d’amore.

Amalo! Amalo il tuo Dio. Amalo
il nostro Dio, ti diamo il nostro amore
perché tu glielo possa presentare
fondendolo col tuo amore. Amalo, Maria,
chiamalo, il tuo Dio, vagheggialo, sorridigli,
porta in cielo le nostre parole, i nostri sorrisi,
trasforma i nostri dolori in gioia per Lui,
che abbia, nella sua luce, anche la nostra adorazione
bruciante in pura lode.

Mentre tu lo ami
armonizzi col Padre che ama,
e sei contemporaneamente amata
dal Padre insieme al Figlio,
e il Padre ti bacia
come Dio solo sa e può,
e ad ogni bacio,
attraverso gli ardori dello Spirito,
Dio Padre apre in te le piaghe del Figlio,
divenute pura delizia,
e mentre tu lo chiami ti risponde  e ti dice:
< Cristo, Figlio mio! >.

Vergine, tu continui ad essere mamma di Gesù,
che continua a rimanere dentro di te,
ad assorbirti come il pezzetto di ostia
nel sangue dell’altare e ad essere assorbito
come il sangue dell’altare nel pezzetto di ostia
quando i calici si elevano.

Maria, adesso che ti abbiamo dato il nostro amore,
anche noi riceviamo il bacio del Padre,
che ci chiama < Cristo, Figlio mio >,
e continua a stampare nelle nostre anime,
non immacolate,
il volto di Gesù
attraverso la carta copiativa dello Spirito:
il Dio oscuro!

Profeti d’amore

Tutti noi battezzati siamo carismatici, dobbiamo solo ricambiare il bacio continuo di Dio sulla nostra anima schiudendoci in un bacio di risposta. Col battesimo, se lo vogliamo, siamo tutti profeti e Cristo si serve delle nostre bocche per parlare a noi stessi e ugualmente a tutti i fratelli.
Il dono più bello è la profezia d’amore. Ieri Anna e io abbiamo detto il rosario doloroso, alla fine mi ha riferito cosa Gesù le aveva suggerito: “Le spine ora non sono più spine, ma frecce d’amore, che dal Creatore passano alla creatura e viceversa e vengono lanciate sui cuori più duri. La croce è l’unico sigillo d’amore”. A questo punto le ho detto che, mentre pregavamo, io pensavo a raggi di luce che, dalle sue piaghe, si diffondevano sugli uomini, ed era una luce che non perdeva niente della sua intensità emanando dal crocifisso, ma così com’era raggiungeva tutte le distanze e toccava tutti i cuori appena l’accettavano.
Irene è una professoressa e mi ha raccontato che c’era styato un matrimonio e lei, in chiesa, si vagheggiava il suo Dio: <Com’è bello, o Signore, vederti coperto di fiori…> e Gesù, nel pensiero della sua creatura, ha subito risposto: <Ma i fiori più belli sono le anime vostre>.
Anche Mimma è una professoressa, è consacrata a Dio e sta vivendo la sua verginità come un crescendo di gioia. L’altra mattina si è sentita dire: <L’anima tua è una festa d’amore dove Dio danza liberamente e i fratelli siedono a mensa banchettando con letizia>.
Mimma ha fatto il liceo classico e conosce bene la mitologia greco latina, non la teologia, però Gesù le ha spiegato queste cose: <È il Padre che ti comunica la sua immacolatezza verginale ed è il Figlio che ti comunica la sua immolazione totalmente abbandonata alla volontà del Padre  ed è il Padre che offre al Figlio il tuo voto di vittima. È lo Spirito Santo  che ti comunica l’ebbrezza d’amore per Dio e i fratelli amati in Dio e sono il Padre e il Figlio, insieme, a offrire allo Spirito di fuoco il tuo voto d’amore, che scaturisce dall’amore tra il Padre e il Figlio. Non sei tanto tu a offrirti a Noi, quanto Noi ad amarci attraverso te, perché hai voluto essere un dono di immolazione inebriata>.
Qualche sera fa io, Mimma (un’altra Mimma, anziana, terza elementare, gravemente malata, ma sempre sorridente) e Filomena abbiamo pregato insieme, il Vangelo ci ha regalato, per ben tre volte (l’abbiamo aperto, a caso, un paio di volte per una) la moltiplicazione dei pani e abbiamo capito che Gesù ci chiedeva l’olocausto della nostra vita per la salvezza delle anime, affinché anche noi, con tutte le nostre miserie, fossimo spezzate come lui sui fratelli. Abbiamo risposto, anzi ripetuto il nostro sì. L’indomani mattina eravamo tutte e tre a messa insieme, cosa che non capita spesso per i nostri diversi impegni, e ci stava venendo il collasso al vangelo: la moltiplicazione dei pani! A questo debbo aggiungere che abbiamo ricevuto la Comunione con un piccolo frammento di ostia per una, c’erano pure le ostie normali, ma don Salvatore si è messo proprio a scegliere i frammenti pescando nel calice, e Gesù ha sussurrato al mio cuore: <Fatevi fare a pezzettini per i fratelli come me nell’Eucaristia>, per tutta la settimana, ogni mattina, quando mi è stato possibile andare a quella messa, non ho mai avuto un’ostia intera.
L’altro ieri ero in chiesa e, nella liturgia della messa, si parlava di Cristo profeta, sacerdote e re, è entrato un mendicante malridotto e si è inginocchiato molto a stento, Gesù mi ha fatto capire: <Quel mendicante è profeta perché parola vivente del Padre, sacerdote perché manifestazione vivente del Figlio crocifisso e re perché figlio di Dio>.

Domenica Luise

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