Vergine, sacramento di Dio – 14 maggio

Maria, la tua verginità è un sacramento, fiume di grazia divina
che si versa su tutta l’umanità: acqua fresca e pura
sgorgante dalle inaccessibili profondità del Padre
come da una fonte che non si esaurisce mai,
Egli la fonte, tu il fiume, le anime
a cui ti manda sono il mare
nel quale ti versi per riunirle alla fonte.

Maria, la tua immolazione alla volontà del Padre
è un sacramento, oceano
di sangue divino
che si versa su tutta l’umanità, sangue
vivo e puro
sparso dal costato del Figlio
come da un dissanguato
che non smette mai di darsi in sacrificio: le anime
a cui egli ti manda
sono le pecorelle smarrite da guarire
perché possano posare sul tuo petto.

Maria, la tua incandescenza d’amore è un sacramento
che fonde la tua vita umana e la vita di Dio
in una sola vita d’amore: egli è il sole,
tu il raggio,
le anime a cui ti manda sono le tenebre da illuminare
e il freddo da scaldare.

Maria, rendici sacramenti d’amore con te.

Credo nella comunione dei santi

Dalle piaghe di Cristo siamo stati e siamo, se noi lo vogliamo, continuamente guariti perché la prima manifestazione del vero amore è il desiderio di curare l’altro. Come la mamma sente il bisogno di baciare la “bua” del suo piccolino, così Cristo bacia le nostre ferite e, attraverso un sacrificio pagato di persona, le trasforma in umiltà di pentimento d’amore e in unione con lui. Dopo averci salvati ci manda a fare lo stesso per i fratelli: <Andate e predicate a tutte le genti, imponete le mani e guarite i malati>.
Imporre le mani non significa fare un gesto teatrale, esteriore, ma amare. Se io amo, voglio che l’altro guarisca. Nel corpo mistico di Cristo ognuno di noi è una cellula viva mescolata alle altre cellule, sicché con il bene fatto da me inizia una reazione a catena ripercuotendosi sugli altri. La comunione dei santi incomincia fin da questa terra e significa che si riversa nella mia anima tutto ciò che di bello, giusto, santo hanno compiuto compiono e compiranno tutti i santi di tutti i tempi, futuro compreso. Quindi non c’è da stupirsi se un’anziana signorina, in Italia, viene guarita per mezzo di un missionario dell’India.
Ecco i fatti: “In seguito a una caduta con conseguente rottura dell’omero sinistro, io ero stata ingessata fino alla cintola. Una notte ho sognato che c’era un gruppetto di uomini e ad un tratto arrivò un uomo piuttosto alto e robusto nel corpo, vestito con un pigiama a righe, e si unì a loro. Il gruppetto, con il nuovo arrivato, si sposta e viene verso di me. L’uomo in pigiama mi passa davanti senza guardarmi, ma quasi mi sfiora mentre uno del gruppetto mi dice, indicandolo: <Adesso è arrivato lui, aggiusta tutto lui, tu puoi stare tranquilla>.
Al mio risveglio subito ripensai a quello che avevo sognato: “Sarà qualcuno mandato dal Signore per guarirmi?Ma perché era vestito in quella maniera? Col pigiama!”. Dopo il sogno guarii rapidamente, in pochissimi giorni ripresi tutti i movimenti.
Avevo fatto il sogno nella notte tra il sabato e la domenica. Il venerdì della settimana successiva mi telefona il mio sacerdote indiano, L.B. Anthonj, che io ho adottato, e mi dice: <È morto don Mario>. Immediatamente riconobbi l’uomo e il pigiama. Avevo conosciuto don Mario in un ospedale di Como, poi l’avevo visto nell’infermeria dei salesiani a Torino, aggravato, ancora a letto, quindi con il pigiama. Don Bianchi era un missionario salesiano che apparteneva al gruppo dei pionieri. Avanzato in età e ammalato, l’avevano fatto tornare in Italia per curarlo, ma qui morì senza potere rivedere la sua India, la sua missione dell’Assam dove, fra i tanti, aveva visto crescere nella fede anche il mio Anthonj, che ora era in Italia e andava a trovarlo con affetto e riconoscenza, come un figliolo.
Approfondii la conoscenza di don Mario come missionario. Seppi che era di una straordinaria bontà e che aiutava tutti in ogni occasione. Le persone a cui raccontai il mio sogno non si stupirono che facesse miracoli dopo morto”.
Questa è l’esperienza di Beatrice: una guarigione fisica. Mi ha parlato della gioia provata nell’estate nuotando a mare, lei che non poteva più muoversi! Anche a mia sorella, dopo avere pregato il Signore, è scomparsa da più di un anno una nevralgia al trigemino che la torturava e l’aveva ridotta al massimo dei calmanti sopportabili dall’organismo. Ma più belle ancora sono le guarigioni spirituali: Gesù ha detto che la conversione di un’anima è miracolo più grande di risuscitare un morto.
È capitato a Rosa, trent’anni, terza media, si era allontanata completamente dalla chiesa. Un bel giorno alla sua porta bussarono i testimoni di Geova, davanti alle loro parole Rosa rispose: <Va bene, voi siete preparati, allora ponetemi un quesito, datemi due giorni e poi vi so rispondere anch’io>. Dopo tre mesi di questa vita, a furia di scartabellare la Bibbia, di andare a chiedere al parroco spiegazioni su questo e su quello, si è finita col convertire a Cristo e ora è una cristiana convinta, che lavora in parrocchia dove la chiamano san Paolo perché ha il dono della parola, dell’incoraggiamento e dell’esortazione.

Domenica Luise

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