Vergine della gioia – 7 maggio

 Vergine, Dio ha fatto della tua anima
il combustibile per il suo fuoco.

Tu hai ricevuto il carisma della gioia inebriata
anche nel più acuto dolore,
perché Dio ti ha amata e, attraverso te,
ha voluto amare tutte le anime
di cui ti ha assetata. Tu così
l’hai testimoniato,
creatura che canta la sua gioia
perché tutto è gioia.

La gioia dei figli di Dio
è un fiore che nasce dovunque:
tra le spine del dolore,
nella palude della solitudine incompresa,
arrampicato sulla roccia alta e dura dell’aridità,
si apre di notte, nel nascondimento segreto
o di giorno sotto la luce,
sboccia sul Tabor come sul Golgota
perché dovunque c’è Gesù c’è vita di gioia.

Gesù è la gioia
amata dal Padre
attraverso lo Spirito,
Maria è gioia con Gesù perché è la vergine,
la vittima e l’innamorata
del vergine, del sacrificato e dell’amore infinito.

Madre, rendi anche noi
creature di gioia divina e di sorriso
per consolare i fratelli e comunicare
alla loro sete l’acqua viva del Padre.

Il dono dello Spirito Santo

Nei gruppi di rinnovamento nello Spirito vi è, per ogni partecipante, un giorno attesissimo, a cui ci si prepara con la trepidazione di una fidanzata molto innamorata che deve sposare colui che ama e che l’ha scelta per primo: il giorno in cui si riceve l’effusione, quando i fratelli e le sorelle invocano su quella creatura la sovrabbondanza dello Spirito di Dio con tutti i suoi doni.
Certo nessuna persona di buon senso, ragionevole quindi, penserebbe mai di mettersi in un gruppo del genere per avere il carisma delle lingue o delle guarigioni e per fare i miracoli, sarebbe come fare un matrimonio di interesse: io ti sposo perché hai la casa, io ti sposo perché mi piaci…Dio si deve agognare soltanto per amore. Allo stesso modo non ci si può mettere in preghiera a tempo indeterminato solo per “sentire” la presenza divina, per “godere Dio” perché questa sarebbe avidità, sia pure spirituale, e non amore.
Ora nel giorno dell’effusione avviene un po’ ciò che capitò alla bella addormentata la cui favola ci appassionò da bambini: con il battesimo abbiamo ricevuto tutti i carismi di Dio: la fede, la speranza, la carità…ma la nostra vita ha poi narcotizzato questi semi preziosi impedendo che fruttificassero. Ricevere l’effusione significa aprirsi all’azione divina, dire di sì affinché il battesimo di acqua, immersione nell’immacolatezza del Padre, che toglie la macchia originale e ci rende immacolati da neonati, possa maturare il battesimo di sangue, per partecipazione, con la nostra sofferenza  accettata e offerta, alla croce del Figlio, e in battesimo di fuoco per partecipazione alla gioia inebriata dello Spirito di Dio, che ci rende risorti: sempre un solo battesimo è, per mezzo del quale ogni giorno nella nostra anima si festeggia contemporaneamente Natale, Pasqua e Pentecoste. La creatura, con l’effusione, accetta Dio come sposo d’amore e si unisce a lui in nozze nuove, mai sognate dalla bella addormentata della favola.
Alla vigilia della mia effusione mi sentivo luce in attesa della luce, sovrabbondavo di gioia, ho aperto il vangelo dicendo a Gesù: <Signore, domani è il giorno della nostra festa, dimmi qualcosa>, era un testo dei quattro vangeli ed è venuto fuori a caso: “<Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, come dice la scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno>. Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui”.
Mi sono addormentata felice per quanto mi diceva il Signore, ma il pomeriggio del giorno dopo, durante la messa, la mia gioia mi stava lasciando stecchita: quel brano aperto a caso era ail vangelo della messa.
In precedenza avevo fatto amicizia con un giovane sacerdote dal viso angelico, che mi aveva chiesto di pregare per una signora del gruppo perché sua sorella si era suicidata recentemente e lei temeva che fosse finita all’inferno. <Dov’è?> gli ho chiesto subito perché volevo avvicinarla e confortarla, lui si è guardato attorno nella sala: <Non c’è adesso>, ho subito pregato: <Signore, fammela incontrare>, ma poi non ci ho pensato più.
Dopo avere ricevuto la preghiera di effusione, la mia vicina di sedia si volge verso di me e dice: <Preghi, preghi, signorina, una mia sorella si è suicidata…>. Non l’ho fatta finire di parlare, le ho preso le mani e ho detto: <Grazie…>, dicevo grazie a Gesù. Così ho incontrato quella signora anima ad anima, l’ho confortata e ci siamo sentite felici insieme.

Domenica Luise

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Domenica Luise e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...