Vergine che ci porti Gesù – 2 maggio

 

Fai che sussultiamo anche noi, o Vergine,
davanti a te che ci porti Gesù
come Giovanni nel ventre di sua madre.

Tu continuamente ci porgi tuo Figlio:
il Bimbo di natale,
il profeta che guariva e risuscitava ai morti,
il martirizzato del venerdì santo,
il risorto del mattino di pasqua. Tu

hai reso possibile che l’amore diventasse carne
e tutto ti dobbiamo:
l’Eucaristia, la croce e il cielo.

 La vita del Padre,a
che è l’acqua viva del Padre,
si è trasformata in Eucaristia,
dono trinitario,
attraverso il sangue del Figlio
nel fuoco dello Spirito:
acqua, sangue e fuoco,
Eucaristia, croce e cielo,
verginità di Maria, che si offre vittima per amore,
fede, speranza e carità di Maria:
fede nel Padre, che permette e vuole
la morte in croce del Figlio,
speranza, cioè certezza assoluta
che il Figlio risorgerà,
carità: fusione di Maria, creatura, col Creatore
attraverso lo Spirito di fuoco,
che la rende mamma di Cristo
e delle anime in Cristo.

Fai che diventiamo, come te, portatori di Cristo
al mondo in attesa di liberazione,
ai fratelli che cercano la via,
la verità e la vita.

Immondizia

 È un omone grande e grosso, barbuto, con gli occhi miti, si chiama Orlando e io, dentro di me, aggiungo affettuosamente: furioso. Oppure lo chiamo “Giona” come il profeta. Nel nostro gruppo di preghiera è anche detto Pizzetto, Barboncino, lui si autodenomina “Immondizia”, poi ci siamo messi d’accordo: Dio si serve dei nostri rifiuti come del combustibile per il suo grande incendio d’amore.
Adesso è un maresciallo in pensione, ma da ragazzo era un militare semplice nella guardia di finanza, fisicamente magrolino (a vederlo oggi non si direbbe). Andava a messa in divisa e si inginocchiava , così venne denunciato da chissà chi al suo superiore diretto, che lo chiamò e chiese:
<È vero che durante la messa tu fai ginnastica inginocchiandoti e alzandoti?>.
<Signor capitano, non mi risulta che la chiesa sia una palestra>.
<Ma tu degradi la divisa facendo questo, perché un militare deve attenersi alle forme militari e mettersi sull’attenti, no in ginocchio>.
<Questi ordini non posso eseguirli perché non sono di pertinenza militare, ma religiosa>.
<Comunque ti consiglio di andare a messa in borghese, così potrai fare tutta la ginnastica che vuoi>.
<Non posso andare in borghese perché c’è un orario per la messa e se non faccio in tempo la perdo>.
<Allora vai solo la domenica, quando è il giorno di riposo settimanale>.
<Ma io non posso stare una settimana senza ricevere il sacramento>.
<Va bene, comunque io te lo proibisco perché siamo militari>.
<Lei questo non me lo può proibire e io non obbedisco>.
<Va bene, vattene, l’ho detto anche per provarti…ma vedo che hai una fede forte e…anche a me hai dato una ventata di Spirito Santo. Io da giovinetto facevo parte della FUCI. Grazie!>.
Un’altra volta era ala festa della Madonna patrona del paese, c’era un sacerdote malvisto dal popolo per la sua condotta, nessuno si confessava da lui. Il predicatore in chiesa parlava dicendo che, se uno si vuole accostare all’Eucaristia, deve avere l’anima purificata dalla confessione fatta bene, come quando si lavano e si devono torcere fortemente i panni. Così Orlando, sempre in divisa, finisce col confessarsi perché un turbamento di pensiero, provato davanti a una donna, lo faceva sentire in peccato di adulterio e altre cosucce. Il prete evitato da tutti si sente dire: <Padre, vorrei confessarmi>.
<Da me?> chiede stupito, e lo porta in sacrestia: <Inginocchiati, figliolo, e parla, Egli (indicando il crocifisso) ti ascolta.
Dopo la confessione il prete chiede: <Non c’è altro?>.
<No>.
<E questi sono peccati? E allora che devo dire io?> buttandosi le mani alla testa, <e questo che non finisce mai di predicare. Voglio confessarmi anch’io>.
Orlando era posto ad un incarico amministrativo , doveva badare alla contabilità di tutta la mensa degli ufficiali, ma un giorno un ufficiale gli chiese in prestito cinquemila lire dal fondo mensa: aveva preso lui stesso i soldi dal cassetto del tavolino nell’ufficio, li aveva mostrati al suo subordinato: <Vedi? Sono cinquemila lire, te le rendo come prendo lo stipendio>, allora cinquemila lire erano tante. Nessuno sapeva e aveva visto niente e, quando l’ufficiale prese lo stipendio, non restituì il denaro, in più, essendone richiesto dal povero Orlando, lo denunciò e pretendeva pubbliche scuse.
L’inferiore le rifiutò , dichiarando che “Gesù sapeva”. Iniziò un calvario di dubbi per “Immondizia”, ma non cedette. Sapeva bene che sarebbe finito in galera per avere rubato i soldi della mensa, perfino il cappellano militare lo esortava a chiedere quelle benedette scuse, ma lui duro, anche se la fifa in corpo l’aveva perché pensava pure alla situazione economica della sua famiglia, che era catastrofica. Orlando pregava e resisteva, una sera l’ufficiale che l’aveva denunciato, con tono riconciliato, poneva le cinquemila lire sul tavolo e diceva: <Non mi ricordavo di quello che era successo, ma il tuo Cristo ha fatto tutto>.

Domenica Luise

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2 risposte a Vergine che ci porti Gesù – 2 maggio

  1. annamaria49 ha detto:

    Meravigliosa preghiera e meraviglioso racconto, la fede vera è incrollabile.
    Un caro saluto
    annamaria

    • domenica luise ha detto:

      annamaria, ha fatto un gran bene anche a me rileggere queste testimonianze, che mi sono state raccontate dai diretti interessati e ho trascritto con le loro precise parole, senza abbellimenti. Grazie per la tua presenza.

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