Il giardino amoroso

titolo giardino

 

Giardino amoroso

C’è un giardino amoroso
dentro la mia anima,
dove l’Amato spira la Sua vita.
Mi sono nate rose color sangue,
vellutate,
sono l’amore gratuito
che oso ricambiargli: “ non ti amo per il cielo che mi dai,
senza cielo io ugualmente ti amerei “ ,
tolgo le spine ad una ad una
perché Egli non si punga col mio amore
nel quale ci guardiamo.

Nel giardino c’è l’antro segreto
ancora più segreto del segreto,
dove l’Amato ed io restiamo soli,
celati,
al sicuro,
è una grotta tagliata nella roccia,
che è Cristo, col Fuoco dello Spirito Santo
e con la mano del Padre: nido d’amore. Qui
nascono i gelsomini giganti,
che affondano le radici nella pietra scabra,
oscura
e fragrante,
sulla stessa pianta ci sono fiori bianchissimi, fiori purpurei
e fiori prismatici, sono l’unione verginale
tra me e l’Amato. Non ho parole
avvicinabili alla realtà
quando reclino il capo su quel seno.

Sono fanciulla
con lacrime d’amore, sangue d’amore
e riso d’amore
ineffabili.

Fuori sbocciano tanti cespugli di garofani
multicolori, sono la mia pittura,
lode della vita per immagini.

°   °   °

In una conca di pietra,
che è Cristo,
in una conca di pietra circolare,
perché Dio non ha inizio e non ha fine,
al vento dello Spirito Santo,
si muove un’acqua purissima,
che è il Padre, creatore di ogni vita,
dentro impetuose, opulente, intatte,
nascono tante ninfee di tutti i colori,
che sono la mia poesia.

I gigli bianchi sono la mia ammirazione
di Dio e del Suo creato,
le calle simboleggiano la lode innocente,
ma non so un fiore da attribuire
ai pungiglioni senza gloria né apparenza,
che mi attraversano l’anima,
allora nelle mani vuote
Gli presento le spine che ho tolto
all’amore per Lui,
ed anch’esse diventano
un fiore nuovo,
sparso dappertutto,
che non so immaginare:
fior di spina, mia immolazione con l’Amato.

Ci sono anche margherite e papaveri,
segno di umiltà, quella divina. Io ci provo,
ma sono monella! Sulla terra
molti fiori non hanno odore,
qui invece tutto profuma, anche l’erba,
ogni cosa per conto suo
con fragranze differenti, imparagonabili
alle essenze più reclamizzate e costose.

Per la mia fantasia
Gesù ed io inventiamo un fiore arcobaleno,
che sa di confetti nuziali
perché il mio Ragazzo ed io siamo sempre sposini freschi.

La sapienza dei segreti profondi di Dio,
assaporati nell’antro,
è simboleggiata da rose bianche,
con molti petali
perché molti sono i misteri, mentre la scienza
della creazione vista in Dio
è rappresentata da rose multicolori.
A tutte le rose ho tolto le spine.

L’allegria
è un prato di fiorellini gialli del trifoglio
che squillano come tanti campanelli festosi: Dio c’è!
Dio gioca con me, Dio vive con me, Dio mi ama ed io Lo amo, Dio
è felice anche per causa mia.

°   °   °

La fede è un fiore oscuro, talvolta
appena colpito dal lume di una candela, poi di nuovo oscuro,
è fra le mie mani, ma non lo vedo, non lo tocco,
non ne conosco il profumo, è molto segreto.

Cristo è il fiore di ogni speranza, Cristo crocifisso,
Cristo risorto, Egli mi si abbandona
inerme, non ci sono parole
per dire il Suo capo reclinato sul mio seno.

Tutti questi fiori
sono innocenti: l’amore e l’unione verginale,
l’immolazione con l’Amato,
la lode, la fede,
la speranza,
l’allegria e la lotta per essere umile. E’
l’innocenza battesimale della sposa,
con aggiunta la coscienza di tutto questo.
E’ troppo, Signore. E’ troppo.

Come faccio a ringraziarti?

Come faccio a lodarti? Tengo il Figlio
e Lo innalzo al Padre,
il Padre prende il Figlio
e me lo restituisce
ed il nostro gesto
è azione di Spirito Santo
senza prima né dopo né durante:
una semplicissima eternità d’amore. Il Figlio
mi tiene fra le braccia e mi innalza al Padre,
il Padre mi prende
e mi restituisce al Figlio
ed il loro gesto
è azione di Spirito Santo
senza prima né dopo né durante,
simultanea all’offerta del Figlio che io faccio al Padre:
una semplicissima eternità d’amore.

E’ la glorificazione
della creatura umana al suo Dio
e di Dio alla propria creatura umana: avrei voluto
l’amore senza la glorificazione,
ma nell’antro mi hai detto che non si può
perché l’amore di Dio è gloria glorificante
ed io volevo l’amore.

Tra le virtù
suscitate dallo spirare dell’Amato
per il mio giardino,
risplendono  i gigli di fuoco, che simboleggiano
il mio abbandono
soave,
totale,
ardente,
alla morte d’amore.

In Dio desiderio e appagamento
coincidono e si rinnovano in crescendo. Ho inventato
il fiore del mio sacerdozio di desiderio:
ha i petali di Sangue, che sembra un rubino,
ma è vivo,
con al centro un’Ostia bianchissima,
che sembra una perla, ma è viva.
Sono realmente sacerdote
poiché lo desidero, e realmente sposata con Dio
poiché lo desidero. Il fiore del sacerdozio
profuma di pane caldo e vino puro e dolce.

Nel giardino nascono anche fiorellini ridicoli,
quasi erbette, ma suscitano
molta tenerezza di Dio.

E poiché soffrire non mi piace affatto,
faccio finta che i dolori dell’artrosi articolare
siano le Tue stimmate: fior di stimmate.

Ci sono parecchi fior di sconfitta,
che Gesù ed io abbiamo così inventato: è bello grande,
facciamo come una margheritona,
ha nove petali, che iniziano col viola scuro,
sfumano nel rosa sempre più pallido
e finiscono come se intorno avessero
un grazioso volant arricciolato. Gli stami
sono d’oro carico, come piacciono a me. Gesù ride
molto divertito
e dice che i fior di sconfitta,
appena offerti a Lui,
diventano bellissimi ed hanno il mio sapore.

Il fiore del matrimonio
è un vortice di luce coloratissima
in movimento,
come fatto da tante gemme
preziose,
ecco: sono opali variopinti,
rettangolari e semitrasparenti,
al centro la luce è pura. Non so
come sia talmente pura. Ferma,
placida
e pulita, rappresenta
l’Innocenza divina
che si è fusa con l’innocenza d’amore
della sposa. Anche le foglie
del fiore del matrimonio
sono foglie che ballano,
larghe ed ovali,
con sfumature di verde e di blu
e molte scintille arcobaleno.

Diffonde i suoi semi
nell’universo per salvare anime. E’
la fecondità del matrimonio. Ed ha
una luce immobile al centro
per indicare l’unione stabile
fra Lui e me.

°   °   °

L’Acqua del Padre,
il Sangue del Figlio e il Fuoco dello Spirito Santo,
tutti e tre insieme,
innaffiano il giardino amoroso.

Qui,
nel prato dell’allegria,
ci stanno bene anche i fior di spirito di patata:
sono calendule arancioni,
che mi piacciono tanto
e crescono abbondanti accanto alle margherite e ai papaveri dell’umiltà
ancora neonati.

Stanno sbocciando molti fiori di solitudine: sono quei gigli dei campi
fragilissimi e bianchi, con i petali
quasi trasparenti, nell’antro
ti ho preparato un letto che sembra una nuvola
ed ai gigli dei campi ho mescolato i gelsomini segreti,
soltanto tuoi.

Qui hai posto al mio dito l’anello nuziale
fatto di fede, speranza e carità.

Tu sei il mio anello nuziale.

Io divento il Tuo anello nuziale.

Hai esaudito ogni mio desiderio.

°   °   °

A Te piace
che sia il mio cuore ad illuminare l’antro
come una candelina di buon compleanno.

Il fior di cuore germoglia nella grotta,
esce e raggiunge il giardino pulsando quietamente,
si arrampica tutt’intorno
ai confini, sul muretto di pietra difensivo,
che è Cristo. Il fior di cuore
produce fiori a grappoli e fiori solitari,
fiori piccoli e fiori grandi
con nettare succoso. Il fior di cuore
apre la propria ferita e beve
gli ardori di Spirito Santo
del Padre, che genera il Figlio
con la figlia ed i figli creati.

Un glicine della mia miseria
si abbraccia ai rami del fior di cuore,
viola e rosso squillanti tra il verde,
ad ammantare il muro.

L’arte è libertà: viene fuori irruente
senza metrica e senza rima
e senza regola, schizza
con uno zampillo altissimo,
spumeggia nell’acqua della conca, si diverte,
salta con  stupefazione, fuoriesce,
bagna il giardino come vuole, diventa
la rugiada di ogni mio fiore
ed io mi ubriaco di libertà, che è lo Spirito Santo
del Padre e del Figlio,
Fuoco d’Acqua e di Sangue,
vita, vita, vita!

L’usignola stonata
adesso può gorgheggiare il canto celeste
e vola di qua e di là,
attraversata dal sole. Ha bevuto amore
ed il suo petto scoppia di sazietà
mentre canta, canta. L’Amato la chiama,
come non sa, ma si precipita a freccia. Subito dopo,
ferma nella Sua mano,
si addormenta fra i gigli.

Ed è sonno d’amore con sogni d’amore
in respiro e battito d’amore. Quando infine si sveglia
scrolla le ali, si stropiccia gli occhi,
si ricorda dov’è e ti gorgheggia l’amore. Tu
mi accarezzi sulle piume del capo, questo tocco
fa riversare la mia anima,
come non so.

E’ il silenzio
della pace profondissima
dove oso ricambiarti il bacio.

°   °   °

Il fior di spina, che non sapevo immaginare,
adesso non punge più, si è trasformato in carezze
del cuore della sposa sul Cuore dello Sposo. E’ davvero un piccolo fiore,
con petali scoloriti,
ma al centro porta un brillante a luce pura
che dardeggia l’Amato. La sua forza
è nel numero. Tanti fiori di spina
sciamano rapidissimi nell’antro segreto
e lo Sposo sorride perché li aspettava,
li sperava, li desiderava. I fior di spina
sono tiepidi, vivi e molto affettuosi.

Nella penombra della grotta
sembrano lucciole in danza
perché i brillanti centrali possiedono luce propria,
donata dall’Amato, ricevuta dalla sposa
e conservata intatta in tutte le tempeste ormai cessate. Sono i monili
che la sposa dona allo Sposo.

I fior di spina stanno bene
mescolati con i fior di stimmate
fatti di cielo profondo, che sono non ti scordar di me
perché non mi posso mai scordare
cos’ha fatto Gesù per me
e gli uni sono complementari agli altri. La sposa
ne prepara un mazzetto
per offrirli all’Amato
ed aumentare la Sua gioia. Simultaneamente
lo Sposo ne prepara un mazzetto identico
per offrirli alla sposa ed aumentarne la gioia.

La grotta diventa abbacinante.

Il serpente, fuori dal muretto difensivo, si agita invano
e nella furia aggredisce se stesso: si è accorto
che risplendo e non mi distingue,
sa di non potermi mordere,
allora  si mangia da solo facendosi a pezzi. Del resto
ogni volta che tenta di pizzicarmi sono io che ci guadagno,
tanto non mi turbo e nemmeno mi meraviglio,
semplicemente non me ne importa
e mi sbocciano fiori di pazienza e di fedeltà
da infilare negli angoletti del giardino
a destra, a sinistra e tutt’attorno, sono anemoni viola,
rossi e bianchi, con ranuncoli gialli.

Tra quelli che ho chiamato fiorellini ridicoli
Tu adesso mi fai trovare prati di violette
e viole del pensiero selvatiche, che sembrano
facce d’angeli stupefatti.

Non ricordavo di averli seminati,
Il mio Ragazzo dice che sono nati dalla sovrabbondanza
e mi sorride misteriosamente,
mi perdo a guardarlo
e sfuggono i pensieri. Talvolta
la morte d’amore è talmente vicina.

Cosa vuoi che io faccia per Te?

Egli risponde: nulla di difficile.

Ed aggiunge: riposa.

°   °   °

La vita terrena
è un’occasione. Vivrò,
vivremo,
di luce nelle radici.

La terra non è più terra, ma luce,
le radici non sono più radici, ma luce,
le piante non sono più piante, ma luce.

Luce diversificata,
trinitaria,
la luce del Padre Creatore,
la luce del Figlio Redentore
e la luce di Fuoco dello Spirito Santo,
che trasforma gli esseri umani e la creazione
nell’Acqua del Padre e nel Sangue del Figlio,
dove Acqua, Sangue e Fuoco sono talmente elevati
da diventare tutt’altro
dall’acqua, sangue e fuoco conosciuti in terra.

I pungiglioni, che mi hanno trafitto l’anima,
avranno un nome nuovo, non più dolore,
né solitudine
o sconfitta o telefono muto
o indifferenza, incomprensione,
tradimento,
umiliazione, rabbia impotente, bocca chiusa
oppure sorriso necessario a nascondere la voragine.

Io non so nemmeno l’inizio
di quel nome nuovo. Come il frutto maturo
è diverso dal frutto acerbo,
dolce anziché amaro,
rosso e giallo invece che verde,
non più duro, ma morbido,
eppure è lo stesso frutto di prima, soltanto cresciuto,
così è il nome nuovo dei pungiglioni terreni,
quale non so,
sinonimo di Amore Divino
personale: Dio ed io,
potente: Dio e gli esseri umani,
splendente, pieno: Dio e tutto il creato.

Il giardino amoroso, che mi è sbocciato dentro,
non sarà più un simbolo,
ma una realtà tanto sovrastante
a fiori e profumi e colori
da essere assolutamente diversa,
imparagonabile, sorprendente,
adeguata all’essere umano:
danza immobile con Dio.

°   °   °

Sulla terra ci è stato dato
il tempo e il pensiero,
che abbiamo tentato di tramandare
ai figli, agli amici e agli amati,
l’eternità sarà differente,
migliore: nulla perderemo
e tutto ci verrà restituito
e molte cose nuove ci verranno donate
e stupiremo sempre,
canteremo con voce nuova
una lode nuova, sorridendo,
con un riso nuovo,
di quando sulla terra sapevamo così poco
e la chiamavamo vita.

°   °   °

Da sempre Dio gode in pienezza
l’amore delle mie rose di sangue,
Egli da sempre mi ha pensata, redenta e amata,
assaporata, vagheggiata, sposata
e sarà da sempre per sempre.

Le delizie solitarie dell’antro
sono la conoscenza di Dio in Dio e con Dio,
che è una delicatissima ignoranza
senza parole
né sentimenti,
uno strano niente che adora.

Non so dire niente di Te,
nemmeno so niente di Te,
sono un niente felice
eppure non annullata.

Guardami, sono io: Mimma,
così mi hanno chiamata, nome buffo,
da calendule arancioni. Ma Tu,
come mi chiami?

Io ti vedrò nella luce soprannaturale
dopo averti ammirato nell’ombra della grotta segreta.

Vedere Dio
coincide con essere visti da Dio, che significa possedere Dio
ed esserne posseduti, gioire e causargli gioia,
essere illuminati da Dio ed illuminarlo,
amarlo ed esserne amati,
Dio non ha bisogno di me,
che invece ho bisogno di Lui
per nascere, crescere, esistere,
morire amando e vivere con Lui eternamente.

La Sua tenerezza verso di me è così potente
da crocifiggersi per ottenermi
e l’avrebbe fatto per me sola
in tutta la storia umana presente, passata e futura.

Ogni Persona divina
si regala alle altre
per cui gli attributi, cioè l’essenza di Ognuna
diventa l’Altra per unione
senza perdere Se stessa: nello stesso modo
io mi sposo con Dio rimanendo Mimma
col mio pensiero, la mia pittura, la mia poesia,
il mio computer
e tutti questi fiori belli del mio giardino.

°   °   °

La mia vita
è una presa di coscienza dell’amore divino
fino all’amore per l’amore
dove l’Amato si immedesima nell’amata
e simultaneamente l’amata si immedesima nell’Amato
con l’unione verginale.

Dammi una qualunque sopravvivenza di eternità
nella quale io possa lodarti, amarti, adorarti
anche senza vederti mai.

Ora capisco: non potrei non vederti
perché la mia vista è l’amore,
ma Tu ben sai: sono i momenti di ebbrezza,
quando mi smuovi l’anima così tanto
che non so cosa più dirti e, prima del silenzio,
mi imbroglio nel parlarti e nel pensare, dopo
cedo all’abisso.

Sei bellissimo, e senza paragoni,
pura bellezza di puro amore trinitario,
e sei in estasi per me. La creazione
è l’estasi di Dio fuori di Sé nel creare,
fuori di Sé nel redimere,
fuori di Sé nell’attirare in Sé la creazione redenta.

Anch’io sono in estasi per Te.

Tu porti una luce sul petto, e te ne vanti
perché è la piaga che ti ha fatto il mio amore.

Io porto una luce sul petto, un grande  segreto ignoto alla terra
perché è la piaga che mi ha fatto il Tuo amore.

Piaga non è il nome giusto, e gli angeli sorridono.

Qui ci sono altri nomi ed altre vibrazioni
e la memoria non dimentica più nulla, l’intelletto conosce
sempre oltre, a sazietà, l’amore esplode,
fiume fecondo sui giardini d’anime.

Io non lo potevo immaginare.

°   °   °

Mi basterebbe sapere che Tu ci sei
e sei amore
per essere felice in tutta l’eternità.

E’ mia delizia dirti che non mi devi nulla,
ma vedo che è Tua delizia riempirmi d’amore
come se mi dovessi tutto: il latte, il pannolino e la ninna nanna da neonato,
il cibo e l’acqua quando predicavi,
il drappo di Veronica per asciugare il Sangue del Golgota,
il sepolcro pulito dove adagiare il Tuo Corpo
ed il prato sotto i Tuoi passi di Risorto.

E’ vero: ti avrei dato tutte queste cose
se ci fossi stata,
quindi Te le ho realmente date:
ma sono gratuite.

Nulla mi devi e tutto vuoi darmi,
stupefatta, Ti continuo a prendere in nozze
e la luce dei nostri petti
si confonde per sempre.

Adesso la grotta segreta
o mio Dio,
o mio Dio…

°   °   °

Sì, o Signore, la grotta segreta,
luogo di delizie,
è la piaga d’amore
con la quale io ti ho ferito
in seno al Padre
e con Fuoco di Spirito Santo,
ed è una rosa di luce d’oro,
bella, viva, che batte,
sbocciata sulla vetta ultima dell’amore per l’amore
e dell’immedesimazione verginale
tra Te e me.

Mi hai raccolta
tra i fiorellini ridicoli,
hai soffiato sui miei petali semimorti
e sono rinata.

Adesso, o mio Dio,
è l’inizio della vita.

La ferita d’amore che mi fai nel petto
sei Tu, simultaneamente
alla ferita d’amore che ti faccio in Petto
e che sono io : una sola ferita. Ti ricopro
con la mia rosa d’oro e di luce,
sono sempre io, Tuo manto, Tuo anello
e diadema regale di una gloria diversa
da tutte le glorie terrene.

E sono talmente trasparente
e sottile
da poterti attraversare
e vederti senza vedere, toccarti senza toccare,
ascoltarti senza udire, come non so. E’ troppo,
non resisto oltre, sono piccola,
che fai?

Domenica Luise

C’è un giardino amoroso   1)

 Verso 1 :  Il giardino amoroso interiore nasce dall’antica pietraia, dalle tenebre spietate e dal marciume della mia terra. I peccati redenti dal Crocifisso, trasformati in pentimento e gratitudine dal Risorto ed alitati dallo Spirito Santo del Padre e del Figlio, sono finalmente fioriti e dilettano lo Sposo con i propri colori e profumi vari. Mi vedo bella da brutta che ero, eternamente giovane, innamorata, sposata con Dio. Mescolo il mio giardino col giardino indicibile dell’Amato che mi ama. Egli mi fa esplorare i Suoi misteri d’amore, come non so, ma Gli piace, gode moltissimo e si diverte a stupirmi sempre. Io sono il mio giardino, sempre innaffiato dall’acqua e dal sangue infuocati di Spirito Santo che il Padre genera dal petto del Figlio aperto sulla croce per svelare i misteri amorosi trinitari.

dentro la mia anima,   2)

 Verso 2 : La mia anima è immersa nel Paradiso trinitario, che sempre delicatamente mi attraversa, mi beatifica, mi possiede e da me trasuda in benedizione di Dio a Dio in Sé, nelle delizie del Padre , del Figlio e dello Spirito Santo e in benedizione di Dio su tutto il creato, vita a vita.

Io divento eterna benedizione di Dio, e lo divento sempre più. Egli mi associa ai Suoi misteri: Incarnazione, Natale, Croce e Resurrezione, Pentecoste.

Perché il Paradiso sia totale, come Egli ed io vogliamo,  mi dona tutte le anime del presente, del passato e del futuro come se, immedesimata con Lui, fossi stata inchiodata sulla croce con la stessa coscienza d’amore del Figlio, in seno al Padre ed in grido di Spirito Santo.

dove l’Amato spira la Sua vita.   3)

 Verso 3 : Il respiro di Dio nell’anima della creatura umana è lo Spirito Santo del Padre e del figlio.

Lo spirare eterno di Dio è la vita interiore del Padre e del Figlio nello Spirito Santo, che si comunica alla creazione generando, mantenendo e trasformando la vita di vita in vita.

Il respiro di Dio si fa tutt’uno col mio respiro a causa dell’unione nuziale, ma non parlo di un respiro fisico, che ne è un effetto: Il respiro dell’Amato in me è bacio ed è possesso totale di Dio a Mimma e, simultaneamente, di Mimma a Dio. Il dono vicendevole è completo, qui in terra ne posso godere una goccia talvolta, quando più e quando meno, ed il goderne mi interessa così poco da essere nulla in confronto all’amore che so di avere e dare. E’ l’amore che mi inebria, non la gioia dell’amore. Non voglio intermediari fra me e lo Sposo. Perché scrivo tutte queste cose? Cerco anime assetate del mio Amato. Voglio condividere un bene così grande spirando lo stesso respiro di Spirito Santo del Padre e del Figlio non solo nel respiro intimo di Dio, ma anche su tutta la creazione, anima ad anima, vita a vita, cosa a cosa.

Mi sono nate rose color sangue,   4)
vellutate,   5)
sono l’amore gratuito    6)
che oso ricambiarGli: “ non ti amo per il cielo che mi dai,   7)
senza cielo io ugualmente ti amerei “ ,   8)

Versi 4 – 8 : Dio mi dà il Paradiso con Lui ed io Gli ricambio il Paradiso con me. Eppure “ Non ti amo per il cielo che mi dai, senza cielo io ugualmente ti amerei “. E’ l’amore gratuito della creatura, che risponde delicatamente all’amore gratuito di Dio per la creatura, sicché adesso ti amo davvero come Tu mi ami, ma una differenza c’è sempre ed è grandissima: io amo l’Adorabile Infinito e Tu ami una piccola miseria.

E’ Dio a suscitare l’amore gratuito della sposa, in perfetta armonia con l’amore gratuito intimo trinitario. Le rose dell’amore gratuito, al quale la persona arriva esclusivamente per dono di Dio perché non esistono meriti tali da poterlo avere, non hanno sfumatura alcuna, sono nette e sembrano fatte di sangue, molto più grandi di una normale rosa terrena, tanto leggere da levitare docili al vento e tanto forti da non perdere nemmeno un petalo, con gli stami che trasudano polline di un colore giallo splendido ed hanno un profumo di rosa, ma più intenso di quello che gli esseri umani conoscono, dolcissimo e amarognolo nello stesso tempo. L’amore gratuito è la fonte dell’innocenza battesimale della sposa perché è un tale eccesso d’amore da elevare ogni cosa a sé cancellando in sovrabbondanza tutte le miserie umane. L’amore gratuito apre le Acque di vita del Padre per mezzo del Sangue del Figlio e nel Fuoco dello Spirito Santo.

tolgo le spine ad una ad una   9)
perché Egli non si punga col mio amore   10)
nel quale ci guardiamo.   11)

 Versi 9 – 11 : La sposa toglie dalle rose tutte le spine, che sono i peccati, compresi quelli piccoli e le minime sbavature, in realtà l’Amato non potrebbe pungersi perché è definitivamente al di fuori dalla sofferenza, sarebbe lei a farsi male e a mancare di libertà nel volo dell’incontro. Dio e la creatura umana si guardano nell’amore della sposa, senza la cui volontà non ci potrebbe essere lo scambio degli sguardi, preludio all’unione verginale. Se la creatura non fosse consenziente, lo sguardo d’amore di Dio, posato su di lei, rimarrebbe  senza risposta, per questo essi si guardano nell’amore della sposa.

Nel giardino c’è l’antro segreto   12)

 Verso 12 : Quale caverna poteva essere più oscura e profonda del mio cuore? Ma dopo la Tua ferita d’amore, le tenebre si sono messe a risplendere stranamente, come non so. Ho visto senza vedere ed ho udito senza udire che la mia piaga era la Tua piaga ed io ero in Te, dentro il Cuore squarciato del Figlio, così come il Figlio era nel seno del Padre e questo essere io nella Tua ferita, Tu nella mia ferita ed, insieme, Tu ed io,  nel seno del Padre, era la Persona dello Spirito Santo.

Il respiro dello Spirito Santo del Padre e del Figlio sempre attizza l’acqua ed il sangue infuocati che sempre si riversano dal Cuore di Cristo nel cuore aperto della sposa e soavemente sempre appoggiato, liberamente e volutamente, sul Cuore aperto dello Sposo.

Perché le parole terrene sono così poco per dire tali nozze? Non ho che queste.

L’antro segreto ed indicibile è la porta verso nuovi e più interni giardini amorosi di silenzio, che parla misteriosamente e tanto più efficacemente.

ancora più segreto del segreto,   13)
dove l’Amato ed io restiamo soli,   14)
celati,   15)
al sicuro,   16)

 Versi 13 – 16 :  La grotta degli amori tra l’anima e Dio è segreta in maniera triplice: nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. In realtà è la sposa celata e al sicuro poiché Dio non ha bisogno di niente: Egli non è solo essendo in tre Persone, e non sarebbe solo neanche senza angeli, uomini e creazione, non ha paura di nulla e non deve nascondersi da nessuno.

è una grotta tagliata nella roccia,   17)
che è Cristo, col Fuoco dello Spirito Santo   18)
e con la mano del Padre: nido d’amore.  19)

 Versi 17 – 19 : L’antro per tre volte segreto è la ferita d’amore con la quale la sposa ha piagato il Cristo. Questo nido d’amore profondo è opera del Padre, del Figlio e dello Spirito santo, che mettono nelle fragili mani della creatura umana il potere di ferire d’amore il Figlio. Nella Crocifissione è avvenuto in modo fisico, nell’amore mistico avviene spiritualmente, ossia nello Spirito Santo del Padre e del Figlio. La ferita che la sposa incide nello Sposo è per Lui pura delizia e non Gli causa più dolore, che è stato compiuto una volta per tutte sul Golgota. E’ una gloria procurata dalla sposa, e soltanto da lei, personalissima.

Qui nascono i gelsomini giganti,   20)
che affondano le radici nella pietra scabra,   21)
oscura   22)
e fragrante,   23)

 Versi 20 – 23 : Nella grotta amorosa nascono fiori che sulla terra non abbiamo visto mai, essi vivono affondando le proprie radici direttamente nella pietra, che è Cristo, nutrendosi e dissetandosi di Lui. Questa pietra è scabra perché la via dell’amore è il Golgota della creatura umana, oscura a causa della fede, ma fragrante perché l’Amato è il nucleo dei profumi. Solo dopo avere scritto l’attributo fragrante mi sono resa conto che è specifico del pane: difatti Gesù è il Pane eucaristico.

sulla stessa pianta ci sono fiori bianchissimi, fiori purpurei  24)
e fiori prismatici, sono l’unione verginale   25)
tra me e l’Amato.

Versi 24 – 26 : L’unione verginale con l’Amato è rappresentata dai gelsomini giganti dell’unione verginale, che vivono direttamente di Cristo nutrendosi della pietra dell’antro, sbocciano sulla stessa pianta, ma in tre colori diversi : bianchissimi perché donati dall’acqua di vita verginale del Padre, purpurei perché donati dal sangue di vita verginale del Figlio e prismatici perché donati dai giochi verginali di divertimento, danza, canto e silenzi dello Spirito Santo. Uno solo è il profumo perché è un solo Dio verginale che mi si dona in totale verginità. La creatura umana fragile, misera, limitatissima, osa accettare un tale dono nel proprio vaso di creta e lo difende per tutta la vita terrena, senza smettere di vigilare.

Le nozze con l’Amato avvengono nella fede, che più è nuda più unisce la sposa con lo Sposo. La fede è tale che non si svela nemmeno quando la manifestazione divina è forte e chiara: solo così i gelsomini dell’antro non perdono colori né profumo né radiosità.

Non ho parole   26)
avvicinabili alla realtà    27)
quando reclino il capo su quel seno.   28)

Versi 26 – 28 : Reclinare il capo sul seno dell’Amato è l’atto di abbandono supremo, l’anima si tuffa deliziosamente e conosce la strada sull’istante perché Egli è come una calamita.

Le parole della poesia sono mezzi umani, che mal si addicono al soprannaturale inesprimibile in Sé e per Sé. Questa insufficienza è fortemente percepita e non può essere superata. Hai voglia a studiare, leggere i mistici appassionatamente, pregare e fare i fioretti. Hai voglia a scrivere bene: nulla basta e si può dire tanto poco da essere nulla. L’anima innamorata, sposata con Dio, abbraccia lo Sposo e si abbandona sul Suo petto in delizioso silenzio. Qui prega, si addormenta, Lo adora, riceve e ricambia il Suo bacio eterno. Le stimmate dell’Amato diventano una sola luce con quelle della sposa. La quale poi si sveglia e subito Gli sorride mentre Egli sorride a lei, viene attirata di più sul Cuore di Cristo, lo prende, lo accarezza, lo bacia nella ferita, lo appoggia sul proprio cuore, anch’esso deliziosamente ferito, mentre l’Amato fa lo stesso col cuore della sposa. Quante parole dolciastre per dire l’impossibile.

Tutto il mio essere prova una forte sete di unione mistica con l’Amato, fino alla morte. Non poteva essere diversamente o non sarebbe stato vero amore. E’ un dono accolto, nutrito, ingigantito, pacificato, privo di sofferenza perché, in realtà, io possiedo già sostanzialmente con l’Eucaristia il Dio al quale anelo. Il desiderio è rapidamente appagato e genera un approfondimento di desiderio, il soffio dell’Amato accende il fuoco, che vuole alzarsi e deliziarLo.

Più che godere del mio Dio, così benevolo e presente, io voglio che Egli sia felice con me. E’ un gesto materno, operato nella mia anima dallo Spirito Santo del Padre e del Figlio, poiché le mamme sono più contente della felicità dei figli che della propria, ma è contemporaneamente un gesto filiale, che riceve felicità con piena gratitudine. Sono amata da Dio e capace di ricambiarLo. E’ davvero sorprendente, tale da farmi reclinare in petto allo Sposo in abbandono totale, offrendo il Figlio al Padre in gesto di Spirito Santo e lasciandomi offrire dal Figlio al Padre in gesto di Spirito Santo e simultaneamente sono madre, che offre e figlia, che viene offerta. Per la creatura questa coscienza è strabocchevole. Si reclina, perde deliziosamente le parole, i pensieri, gli atteggiamenti. E’ come morire per eccesso di vita divina comunicata e riversata.

Sono fanciulla   29)
con lacrime d’amore, sangue d’amore   30)
e riso d’amore    31)
ineffabili.   32)

 Versi 29 – 32 : Il corpo invecchia, ma la sposa ha sempre vent’anni ed è fanciulla. Le lacrime d’amore sono l’acqua dell’anima, dono del Padre, mentre il riso d’amore è il fuoco dell’anima, dono dello Spirito Santo, acqua e fuoco che scorrono nel sangue dell’anima, versato dalle ferite d’amore divinamente impresse. E’ l’unione verginale, dove le piaghe del Risorto corrispondono in maniera perfetta dallo Sposo alla sposa e dalla sposa allo Sposo.

Fuori sbocciano tanti cespugli di garofani    33)
multicolori, sono la mia pittura,   34)
lode della vita per immagini.   35)

 Versi 33 – 35 : Amo dipingere con l’anima, coi pennelli, con le dita. Mi  inebrio nel creare, i colori ballano, si mescolano, cantano, gridano, pregano, lanciano schizzi di purezza, scintillano come scaglie di arcobaleni, sono parole silenziose e musica d’anima.

In una conca di pietra,   36)
che è Cristo,   37)
in una conca di pietra circolare,   38)
perché Dio non ha inizio e non ha fine,   39)
al vento dello Spirito Santo,   40)
si muove un’acqua purissima,   41)
che è il Padre, creatore di ogni vita,   42)
dentro impetuose, opulente, intatte,    43)
nascono tante ninfee di tutti i colori,   44)
che sono la mia poesia.   45)

 Versi 36 – 45 : La conca di pietra, che è Cristo, contiene la mia poesia, rappresentata dall’acqua viva del Padre insufflata dal vento dello Spirito Santo.

Ho sempre immaginato questa conca al centro del mio giardino interiore perché io sono la mia poesia, compresa la pittura ed ogni forma di arte viva dentro di me.

La poesia somiglia tanto al canto in lingue, che mi sgorga impetuoso e spontaneo. E’ tutta preghiera venuta dagli intimi recessi del cuore invaso dall’Amato.

Scrivo come penso e come parlo e come respiro e come canto per Te. E’ una cosa semplicissima perché Dio è semplice.

La fonte della mia poesia sta in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo ed è Suo dono vitale. L’ho paragonata alle ninfee perché si tratta di fiori acquatici e nascono di tutti i colori perché le parole della mia  poesia sono la traduzione delle mie pitture e viceversa. Ho una poesia impetuosa: è più lei a farsi scrivere da me che io a inventarla, opulenta perché straripante ed è intatta perché non prende spunto da null’altro che dalla mia anima ispirata dall’Amato.

I gigli bianchi sono la mia ammirazione   46)
di Dio e del Suo creato,   47)
le calle simboleggiano la lode innocente,   48)

 Versi 46 – 47 : L’ammirazione di Dio in Sé e di Dio fuori di Sé, nella creazione, è rappresentata dai gigli bianchi, la lode dalle calle, anch’esse bianche, perché sono fiori comunemente considerati simboli di candore innocente, da prima Comunione.

 ma non so un fiore da attribuire    49)
ai pungiglioni senza gloria né apparenza,   50)
che mi attraversano l’anima,   51)

 Versi 49 – 51 : I pungiglioni senza gloria né apparenza sono tutte le amarezze della vita, il calice da bere nel Getsemani, le beffe di coloro che mi deridono perché non vedono e non sanno.

Essi mi dicono: dov’è il tuo Dio? Egli non esiste e tu sei sola, non hai marito né figli né dignità né niente. Il gatto è tuo figlio. Perché fai questi quadri, a che ti servono se non li vuoi nemmeno vendere? Regalane qualcuno a me, piuttosto. Adesso sei in pensione, beata te. Dovresti darmi un aiuto, tanto a te il denaro a che serve?

allora nelle mani vuote   52)
gli presento le spine che ho tolto   53)
all’amore per Lui,   54)
ed anch’esse diventano  55)
un fiore nuovo,    56)
sparso dappertutto,    57)
che non so immaginare:   58)
fior di spina, mia immolazione con l’Amato.   59)

Versi 52 – 59 : Talvolta noi pensiamo di portare qualcosa a Dio: la nostra preghiera, i nostri fioretti, la nostra fedeltà. Poi vediamo che, invece, abbiamo le mani vuote e quello che facciamo è così poco da essere niente.

A Dio basta che l’uomo Gli regali il proprio granello di senapa di fede, Egli sa che non possiamo di più e molto perdona, ma non basta all’uomo vedersi così miserabile perché si rammarica di cascare sempre negli stessi peccati dei quali si è pentito più di cento volte, anela alla perfezione e come biasimarlo, se questa sete è stato proprio Dio a scriverla nel DNA dell’anima?

Vedo le mie mani vuote e so che a Dio piacciono perché anche le mani del Figlio crocifisso erano vuote.

Solo le mani vuote sono stimmatizzate con l’amore unitivo.

Questa pena dell’anima sposa fa sorridere di tenerezza l’Amato, che accarezza quelle piccole mani umili delle quali si compiace.

Là dove Dio tocca, il giardino prorompe. 

Ci sono anche margherite e papaveri,    60)
segno di umiltà, quella divina. Io ci provo,   61)
ma sono monella!

Versi 60 – 62 : L’essere umano, tarato dal peccato originale, è diventato complicato e superbo. Da bambina una delle mie prime domande, quando mi raccontarono la storia di Adamo, Eva e del frutto proibito, fu la seguente: Perché loro hanno mangiato ed io debbo morire?

Rimasi piuttosto stupita che gli adulti non mi sapessero rispondere.

Ci sono voluti molti anni, ma alla fine ho capito che Dio, nella Sua onniscienza, sapeva che ognuno degli esseri umani, al posto di Adamo ed Eva, avrebbe mangiato la mela o raccolto un fiore negato o quello che era.

Insomma, siamo nati già peccatori e redenti, ma è richiesta la nostra partecipazione. Il giardino donato deve essere coltivato e per questo ci vuole umiltà. Riconoscersi. Sapersi. Chiedere scusa. Zappare a fondo la propria terra.

Ho perfino inventato una specie di giaculatoria: senza umiltà niente si fa.

Io non credo di essere molto umile, ma Gesù ride ed allora non ci penso proprio.

Si è innamorato di me e chissà come mi vede, si sa, l’amore acceca.

Gesù mi risponde : Se tu ti sentissi umile, non lo saresti.

Sulla terra   62)
molti fiori non hanno odore,   63)
qui invece tutto profuma, anche l’erba,   64)
ogni cosa per conto suo   65)
con fragranze differenti, imparagonabili   66)
alle essenze più reclamizzate e costose.   67)

Versi 62 – 67 : Questi dell’anima sono profumi tanto più intensi e diversi da quelli terreni.

Per la mia fantasia   68)
Gesù ed io inventiamo un fiore arcobaleno,   69)
che sa di confetti nuziali   70)
perché il mio Ragazzo ed io siamo sempre sposini freschi.   71)

Versi 68 – 71 : Certo la mia fantasia è proprio sfrenata!

 La sapienza dei segreti profondi di Dio,   72)
assaporati nell’antro,   73)
è simboleggiata da rose bianche,   74)
con molti petali   75)
perché molti sono i misteri, mentre la scienza   76)
della creazione vista in Dio   77)
è rappresentata da rose multicolori.    78)
A tutte le rose ho tolto le spine.   79)

Versi 72 – 79  : Ancora rose, bianche per i misteri divini interiori all’amore trinitario  e multicolori per i misteri esteriori della creazione. Avanzano molte spine, ma nessuna di esse andrà perduta.

L’allegria   80)
è un prato di fiorellini gialli del trifoglio   81)
che squillano come tanti campanelli festosi: Dio c’è!   82)
Dio gioca con me, Dio vive con me, Dio mi ama ed io Lo amo, Dio   83)
è felice anche per causa mia.   84)

Versi 80 – 84 : L’allegria non è un piccolo dono. Certo io posso, anzi devo, talvolta chiedere e appoggiarmi nell’Amato potente, ma non di continuo né piagnucolando. Lo scopo finale dell’amore non è la mia felicità, ma quella di Dio. Se per assurdo io domani fossi certa di dovere entrare all’inferno per sempre, passerei oggi e le ultime ore rimastemi e gli ultimi minuti e secondi a ripetergli che Lo amo.

 La fede è un fiore oscuro, talvolta   85)
appena colpito dal lume di una candela, poi di nuovo oscuro,   86)
è fra le mie mani, ma non lo vedo, non lo tocco,   87)
non ne conosco il profumo, è molto segreto.   88)

Versi 85 – 8 : La candela che talvolta illumina la fede è il mio cuore acceso dagli ardori dello Spirito Santo del Padre e del Figlio perché è la carità che fa ardere la fede nel  Crocifisso e la speranza nel Risorto. Più è oscura la fede più profonda è l’unione verginale e più forti le piaghe d’amore della sposa  nelle quali questa unione avviene.

Cristo è il fiore di ogni speranza, Cristo crocifisso,   89)
Cristo risorto, Egli mi si abbandona   90)
inerme, non ci sono parole   91)
per dire il Suo capo reclinato sul mio seno.   92)

Versi 89 – 92 :  La speranza è la memoria perenne di quello che Cristo ha fatto per me e che non poteva non fare o sarebbe stato in qualche modo manchevole nell’amore e limitato. Morire e risorgere per me era quello che il massimo amore esigeva da Lui, la mia risposta può essere soltanto uguale alla Sua perché è quello che il massimo amore esige anche da me.

Gli sposi si abbandonano indifesi l’Uno all’altra e se quando mi reclino  in Lui non bastano parole terrene a dire l’ebbrezza, tanto più non bastano a dire cosa sia vedere l’Amato che si reclina in me. Chi sostiene è padre, chi si reclina è figlio in slancio di Spirito Santo.

Tutti questi fiori   93)
sono innocenti: l’amore e l’unione verginale,   94)
l’immolazione con l’Amato,   95)
la lode, la fede   96)
la speranza,   97)
l’allegria e la lotta per essere umile. E’  98)
l’innocenza battesimale della sposa,   99)
con aggiunta la coscienza di tutto questo.   100)

Versi 93 – 100 : Questo amore, essendo gratuito, è totalmente innocente, battesimale, con la consapevolezza di essere quello che è: giardino in fiore, poesia, adorazione, sorpresa, unione eterna trinitaria. L’immolazione con l’Amato è rappresentata dal fior di spina, tratto dalle rose dell’amore gratuito, dalle rose bianche della sapienza dei misteri segreti trinitari e dalle rose multicolori  della creazione vista in Dio.

La sposa adesso possiede un’immacolatezza totale d’amore verso Dio e le creature amate in Dio. Ciò non significa liberazione da ogni turbamento, tentazione e pensieri negativi, anche se tutto questo viene superato con molta facilità rispetto al passato. La liberazione avviene soltanto nella preghiera profonda, quando tutte le energie vengono incanalate verso l’Amato e cessano le paure, le distrazioni e le attrattive terrene di qualunque genere.

L’anima sposata è tuttavia sempre pronta a questo amore innocente, che l’attira tanto al di sopra di ogni cosa e della propria stessa vita, che è come se l’attirasse da solo.

In esso riposa e si abbandona godendo di tanto biancore.

La coscienza dell’amore nuziale col Cristo, Figlio del Padre per azione di Spirito Santo, la coscienza della filialità nel Figlio e la coscienza di essere associata alla Maternità del Padre, che sempre genera il Figlio, inebriano l’amore della sposa.

Ho ripetuto premeditatamente la parola “ coscienza “ . Mi vedo amato da Dio uno e trino e Lo riamo in modo uno e trino: come sposa e sorella, come figlia e come madre. E’ troppo. E’ una cosa esagerata. E’ una verità.

La coscienza di tanto amore ricevuto e ricambiato si accrescerà in eterno, con la sapienza eternamente conosciuta e l’amore eternamente visto, ricordato e goduto. Esplorerò per sempre i misteri dell’amore trinitario, che sono infiniti. Come non so, ed è delizia non sapere, aspettare, accendere la sete.

E’ troppo, Signore. E’ troppo.   101)
Come faccio a ringraziarti?   102)
Come faccio a lodarti? Tengo il Figlio   103)
e Lo innalzo al Padre,   104)
il Padre prende il Figlio   105)
e me lo restituisce   106)

ed il nostro gesto   107)
è azione di Spirito Santo    108)
senza prima né dopo né durante:   109)
una semplicissima eternità d’amore. Il Figlio   110)
mi tiene fra le braccia e mi innalza al Padre,   111)
il Padre mi prende   112)
e mi restituisce al Figlio   113)
ed il loro gesto   114)
è azione di Spirito Santo   115)
senza prima né dopo né durante,   116)
simultanea all’offerta del Figlio che io faccio al Padre:   117)
una semplicissima eternità d’amore.   118)

Versi 101 – 118 : La creatura umana è smarrita per l’eccesso d’amore che intuisce ed al quale non

sa come corrispondere in gratitudine e lode. Il meglio che può fare è offrire il Figlio al Padre, che Lo prende e glielo restituisce e lasciarsi offrire dal Figlio al Padre, che la prende e la restituisce al Figlio, tutto questo nel Fuoco d’amore unitivo dello Spirito Santo del Padre e del Figlio. L’azione è immobile perché rapidissima ed il suo inizio coincide con la fine, quindi non inizia e non finisce ed è eterna. La persona oggetto di tanto amore trinitario viene continuamente arricchita in questo slancio divino : le è dato di tenere il Figlio e offrirLo al Padre e di essere tenuta dal Figlio ed offerta al Padre, non esiste bene più grande, è sospesa a braccia spalancate nello Spirito Santo del Padre e del Figlio, va e viene libera dall’Uno all’Altro, vola immobilmente, abbraccia il Figlio, è abbracciata dal Figlio, abbraccia il Padre e ne è abbracciata, la sua culla è lo Spirito Santo. E questa è soltanto la traduzione in parole terrene di una realtà spirituale ineffabile.

E’ la glorificazione   119)
della creatura umana al suo Dio   120)
e di Dio alla propria creatura umana: avrei voluto   121)
l’amore senza la glorificazione,   122)
ma nell’antro mi hai detto che non si può   123)
perché l’amore di Dio è gloria glorificante   124)
ed io volevo l’amore.   125)

Versi 119 – 125 : Questo dare il Figlio al Padre e riprendere il Figlio dal Padre nel Fuoco dello Spirito Santo è la massima glorificazione che la creatura umana può rendere a Dio perché dona Dio a Dio e riceve Dio da Dio in Dio. La sposa è ormai al di fuori di ogni vanagloria in quanto avrebbe voluto l’amore senza la propria glorificazione, cosa impossibile per la qualità intrinseca dell’amore trinitario. Quindi essa deve accettare di essere glorificata, fin dalla terra, nella fede, e questa cosa non può andare altrimenti. Il Figlio, che mi tiene sul Petto, mi mostra orgogliosamente al Padre e mi eleva verso di Lui, che è felice di me, mi riceve e mi restituisce al Figlio dopo avermi arricchita ancora con altri doni, il Figlio mi vede più bella e mi ama di più, con nuovi monili e mi innalza nuovamente al Padre, sempre così. L’amore trinitario mi bea perché mi immerge nell’acqua e nel sangue ardenti scaturiti dal petto aperto dell’Amato, in una glorificazione di fede, che devo accettare perché la gloria di Dio è lo Spirito Santo del Padre e del Figlio ed è la stessa sostanza d’amore del Padre e del Figlio. Cristo celebra una messa spirituale, cioè nello Spirito Santo del Padre e del Figlio, dove io sono altare, vittima e sacerdote, simultaneamente io celebro la stessa messa spirituale dove Gesù è altare, vittima e sacerdote. Come non so. Tutto è simultaneo perché è una messa eterna dove Dio glorifica la propria creatura innamorata, che Lo glorifica. E’ il sacerdozio regale di Dio donato all’umanità intera, creatura a creatura.

La glorificazione di fede terrena è uguale alla glorificazione svelata della vita eterna così come l’Eucaristia è tutto Dio uno e trino nella fede, creazione compresa, ed è lo stesso Dio che vedremo nella gloria eterna.

Le viscere dell’amore materno del Padre, lo strazio crocifisso dell’amore filiale di Gesù  e l’esultanza nuziale e fraterna dello Spirito Santo, che è l’amore del Padre per il Figlio e per i figli creati e tutto ciò che esiste, sono la gloria glorificante di un solo Dio tutto amore, mio Amico.

Tra le virtù   126)
suscitate dallo spirare dell’Amato   127)
per il mio giardino,
risplendono i gigli di fuoco, che simboleggiano   128)
il mio abbandono   129)
soave,   130)
totale,   131)
ardente,   132)
alla morte d’amore.   133)

Versi 126 – 133 : La morte d’amore è l’inevitabile culmine dell’amore gratuito. E’ veramente una follia, un essere fuori di sé, Dio in estasi per me ed io in estasi per Lui. L’abbandono richiesto è forte, ma il desiderio è ancora più elevato. In tutto questo la sposa tocca le vette della soavità e del fuoco totali. Si può dire che l’amore gratuito mi abbia resa pronta a bruciare nello Spirito Santo del Padre e del Figlio come la farfalla nella vampata. D’altro canto sono innamorata e non posso morire d’altro che d’amore. Il desiderio che ne provo è un’ebbrezza senza sofferenza.

A nozze compiute, diventa uno stato d’animo delizioso. Non significa affatto non essere vivi, non godersi un vestito che mi sta bene pure se sono vecchia, un bel film oppure una passeggiata quando l’artrosi articolare mi dà meno fastidio o quello che è.  Tantomeno non  scherzare più, non ridere e magari stare col teschietto di plastica nascosto nel cassetto della scrivania. Non diciamo scemenze. La sete della morte d’amore è pienezza di vita d’amore ed è l’inevitabile conclusione dello sposalizio tra l’anima e il suo Dio, il momento supremo, quando il velo nuziale della fede si dissolverà e Lo vedrò. E’ la gioia più attesa, il gioco più bello dello Spirito Santo, il compiacimento più elevato del Padre ed il riversamento più potente del Cuore del Figlio nel cuore dell’amata. E l’amata sono io: fino alla morte per eccesso di vita divina in me.

In Dio desiderio e appagamento   134)
coincidono e si rinnovano in crescendo. Ho inventato   135)
il fiore del mio sacerdozio di desiderio:    136)
ha i petali di Sangue, che sembra un rubino,   137)
ma è vivo,   138)
con al centro un’Ostia bianchissima,   139)
che sembra una perla, ma è viva.   140)
Sono realmente sacerdote   141)
poiché lo desidero, e realmente sposata con Dio   142)
poiché lo desidero. Il fiore del sacerdozio   143)
profuma di pane caldo e vino puro e dolce.   144)

Versi 134 – 144 : L’essere umano, creato per appagarsi felicemente soltanto nel suo Dio, desidera molte cose: i soldi, la salute, il rispetto, il successo. Alla fine si accorge che aveva bisogno dell’Amato e di null’altro. La Divina Presenza, ormai sempre pronta a scattare misticamente ferendo, riempendo, trasudando e riversandosi negli eccessi d’amore, soprattutto la coscienza deliziosa dell’elevatezza di questa degnazione divina così gioiosamente china sulla propria creatura, ormai eliminano in un soffio tutti i desideri e le preoccupazioni della terra potenziando unicamente la sete celeste. Non è che io non faccia più le cose necessarie: l’inferriata intorno alla casa va ristrutturata e ridipinta, i rubinetti del bagno sostituiti, il conto in banca controllato. E’ semplicemente cessato l’affanno e non c’è più avidità. Scivolo felicemente con l’attenzione poggiata nel Dio posseduto, che mi possiede. In Dio tutti i desideri celesti sono istantaneamente appagati mentre quelli terreni sbiadiscono e scompaiono sempre più fino a non esserci oltre.

Il desiderio della morte d’amore si identifica con la sua realizzazione poiché, a questo punto, ogni desiderio della sposa è simultaneamente appagato in Dio. Un desiderio mistico realizzato arricchisce la creatura umana innamorandola maggiormente del suo Dio e la spinge ad un successivo desiderio più elevato, che verrà prontamente esaudito, tutto questo durerà in eterno. Il sacerdozio di desiderio è un vero sacerdozio così come il matrimonio di desiderio con Gesù è identico al matrimonio per merito. Signore, promettimi che questa coscienza d’amore, che io sono diventata, rimanga vigile per tutta l’eternità. Io posso fare a meno di vederti, ma non di amarti. Lo Sposo mi fa capire adesso che questo punto d’amore è il culmine della morte d’amore: amarLo per amarLo.

Nel giardino nascono anche fiorellini ridicoli,   145)
quasi erbette, ma suscitano   146)
molta tenerezza di Dio.   147)

Versi 145 – 147 : Direi che più piccolo è il fiore e maggiormente l’Amato si china ad apprezzarlo, per esempio gli piacciono molto i fior di biscotto: non ne mangio da un sacco di tempo, vuoi perché ho  il colesterolo alto, vuoi per fare il fioretto. Gesù, in questo, si diverte chiaramente. Mi guarda e ridacchia sotto i baffi, ammesso che li porti ancora e che li abbia mai portati. Quando ero ragazzina L’ho disegnato con i baffi all’insù, sembrava un moschettiere piuttosto che il mio Redentore, ma tant’è, Lui se la sciala e Lo tengo allegro, un posto di giullare di corte per me, in Paradiso, lo troverò senz’altro. Di questo sono sicura.

E poiché soffrire non mi piace affatto,   148)
faccio finta che i dolori dell’artrosi articolare   149)
siano le Tue stimmate: fior di stimmate.   150)

Versi 148 – 150 : Ho parlato dell’artrosi articolare tanto per dirne una, ma ci sono anche altri dolori fisici e fastidi nei confronti del prossimo. Per loro io sono uno scampolo di vita, un resto, una cretina e da tale mi trattano senza accorgersi che gli leggo dentro. Questa storia ormai mi dà tanto poco fastidio da essere niente. Comunque trasformiamo ogni cosa in fior di stimmate: sono non ti scordar di me azzurrissimi con i petali fatti di cielo  profondo, nel quale lo Spirito Santo del Padre e del Figlio trasforma le ferite della figlia. Ogni fiorellino cela nel centro una goccia di rugiada perfetta dove  il sole suscita iridescenze. Da qui spesso sprizzano raggi di luce così brillante che sembrano sciabolate d’amore e fanno sussultare tutto il giardino a causa di una gioia eccessiva e vivente. Voglio dire che la gioia è una Persona, e dove c’è  il Padre, per necessità di unione trinitaria, ci sono il Figlio e lo Spirito Santo. Il Padre accoglie la figlia ferita e la guarisce, il Figlio accoglie la figlia guarita e la ferisce con le proprie stimmate mentre lo Spirito Santo la santifica. Ciò provoca una così grande luce da rendere la figlia invisibile, impenetrabile ed invincibile. E se aggiungo che tutto questo avviene nella debolezza della figlia talmente elevata, ho detto l’ultima e più meravigliosa assurdità: la santità non è nella figlia, ma in Dio.

 Ci sono parecchi fior di sconfitta,   151)
che Gesù ed io abbiamo così inventato: è bello grande,   152)
facciamo come una margheritona,   153)
ha nove petali, che iniziano col viola scuro,   154)
sfumano nel rosa sempre più pallido   155)
e finiscono come se intorno avessero   156)
un grazioso volant arricciolato. Gli stami   157)
sono d’oro carico, come piacciono a me. Gesù ride   158)
molto divertito   159)
e dice che i fior di sconfitta,   160)
appena offerti a Lui,   161)
diventano bellissimi ed hanno il mio sapore.   162)

Versi 151 – 162 : Nel giardino, che è il Paradiso di fede qui in terra, le sconfitte diventano vittorie dell’umiltà, tanto da avere il sapore della sposa. Essa riconosce che ogni tristezza è una sconfitta della propria fede, perché tale è l’amore che dovrebbe invece sempre esultare, in qualunque dolore dell’anima e del corpo. E che ogni dubbio se Dio si prenda cura di lei oppure l’abbia dimenticata è una sconfitta della speranza, ma la peggiore sconfitta è quella contro l’amore, quando pensa che Dio non possa perdonarla ed accoglierla.

Il fiore del matrimonio   163)
è un vortice di luce coloratissima   164)
in movimento,   165)
come fatto da tante gemme   166)
preziose,   167)
ecco: sono opali variopinti,   168)
rettangolari e semitrasparenti,   169)
al centro la luce è pura. Non so   170)
come sia talmente pura. Ferma,   171)
placida   172)
e pulita, rappresenta   173)
l’Innocenza divina   174)
che si è fusa con l’innocenza d’amore   175)
della sposa. Anche le foglie   176)
del fiore del matrimonio   177)
sono foglie che ballano,   178)
larghe ed ovali,   179)
con sfumature di verde e di blu   180)
e molte scintille arcobaleno.   181)
Diffonde i suoi semi   182)
nell’universo per salvare anime. E’   183)
la fecondità del matrimonio. Ed ha   184)
una luce immobile al centro   185)
per indicare l’unione stabile   186)
fra Lui e me.   187)

Versi 163 – 187 :  Non si era mai visto un fiore che danza di gioia come questo del giardino amoroso, ma non so immaginare il suo profumo.

L’Acqua del Padre,   188)
il Sangue del Figlio e il Fuoco dello Spirito Santo,    189)
tutti e tre insieme,   190)
innaffiano il giardino amoroso.   191)

Versi 188 – 191 : L’Acqua del Padre e il Sangue del Figlio bruciano nel Fuoco dello Spirito Santo senza consumarsi mai. Il giardino ha sete d’amore e si impregna deliziosamente di Dio.

Qui,   192)
nel prato dell’allegria,   193)
ci stanno bene anche i fior di spirito di patata:   194)
sono calendule arancioni,   195)
che mi piacciono tanto   196)
e crescono abbondanti accanto alle margherite e ai papaveri dell’umiltà   197)
ancora neonati.   198)

Versi 192 – 198 : Il fior di spirito di patata è una mia peculiarità, che ho ereditato nel DNA. A Dio piace e non Gli dà fastidio come a qualche essere umano stranamente serio. Dio è spiritoso, anzi ad altissimo tasso alcolico: una vera ebbrezza dell’anima.

Stanno sbocciando molti fiori di solitudine: sono quei gigli dei campi   199)
fragilissimi e bianchi, con i petali   200)
quasi trasparenti, nell’antro   201)
ti ho preparato un letto che sembra una nuvola    202)
ed ai gigli dei campi ho mescolato i gelsomini segreti,    203)
soltanto tuoi.   204)
Qui hai posto al mio dito l’anello nuziale   205)
fatto di fede, speranza e carità.   206)

Versi 199 – 206 : I gigli della solitudine sbocciano in grande abbondanza perché non posso effondere i miei segreti d’amore. Più mi calo nell’antro e più sembra che gli altri si allontanino. Con chi posso parlare? Dove vado, chi viene? Certe volte mi verrebbe desiderio di usare la frase di Gesù: – Volete andarvene anche voi? – Ma non posso dire nemmeno questo perché, ovviamente, non ho discepoli, gli amici sono fuggiti tranne uno, ma quando serve loro qualcosa si attaccano al telefono e, poiché non riconosco più la voce, strombazzano la solita frase: – Ma come, non indovini chi sono ? -, cosa che qualcuno ha fatto pure dopo una ventina d’anni di silenzio.

Nella solitudine più interiore che esteriore, ho preparato al mio Amato un nido di gigli e gelsomini  segreti ed Egli non si è fatto aspettare, anzi era già lì e mi dava l’anello nuziale triplice, fatto di fede: quella mia, oscura, terrena, zoppicante, che ho in Lui e quella Sua, abbagliante, divina, dal rapidissimo volo, che Egli ha in me. Il secondo cerchio del mio anello rappresenta la speranza, quella mia in Lui, morto e risorto per me, e quella Sua in me, che per Lui morirò e risorgerò anche fisicamente dopo essere morta e risorta molte volte spiritualmente a causa del dolore e della gioia sperimentati. Infine c’è il cerchio della carità, che è il vicendevole amore dove Dio tratta una creatura umana come se Gli fosse pari: nessuno mi rispetta tanto, nessuno ha una così grande fiducia in me, per nessuno valgo la propria vita.

Tu sei il mio anello nuziale. 207)
Io divento il Tuo anello nuziale.   208)
Hai esaudito ogni mio desiderio.   209)

Versi 207 – 209 : Legata per sempre al dito dello Sposo, amo la Trinità con il mio triplice anello, cioè amo con fede, speranza e carità verginali e nuziali. Le parole con cui lo dico sembrano così poco da essere squallide. Nella stessa maniera chiamo l’Amato Sposo  o in qualunque modo, ma Egli è tutt’altro. Gli piace ascoltare i miei balbettii e sorride per il modo rozzo in cui mi esprimo: sa che non posso fare di meglio .Cristo è il mio sigillo ed io sono il sigillo di Cristo. Qui l’anello nuziale sulla mia persona è lo stesso Figlio del Padre nelle arsioni dello Spirito Santo ed io, a mia volta, mi trasformo in anello nuziale sulla Persona dell’Adorato. Egli mi ricopre con la Sua ombra per lasciarmi generare il Bambino del Natale, il Risorto della Pasqua e l’Eterno Amore della Pentecoste, la Sua ombra è lo Spirito Santo del Padre e del Figlio in dono a me che, immediatamente, ricopro Dio con la stessa ombra di Dio appena ricevuta e nella quale sempre sono rapita. Rendo Dio a Dio in Dio, il mio respiro carnale non è soltanto vita del corpo, ma soffio spirituale di Dio in me. E’ l’unione delle nozze mistiche, irraggiungibili a sguardo o pensiero terreno. Sono impregnata e sollevata come un fuscello in una immensa felicità, alla quale nulla manca e tutto sovrabbonda.

A Te piace   210)
che sia il mio cuore ad illuminare l’antro   211)
come una candelina di buon compleanno.   213)

Versi 210 – 213 : All’Amato non manca ogni fonte di luce trinitaria con la quale deliziare la sposa, ma Gli piace di più la fiammella che lotto per mantenere sempre accesa nel mio cuore, che è il mio seno, che sono io, dentro la quale avviene l’unione mistica trinitaria di Dio in Se stesso e di Dio con Mimma.

Il fior di cuore germoglia nella grotta,   214)
esce e raggiunge il giardino pulsando quietamente,   215)
si arrampica tutt’intorno   216)
ai confini, sul muretto di pietra difensivo,   217)
che è Cristo.

Versi 214 – 217 : Dall’unione verginale nasce altro amore nuovo, che ha urgenza di espandersi e donare ed è simboleggiato dal fior di cuore. Germogliato nei più profondi e indicibili segreti trinitari dello Sposo che si confida con la sposa, esce in giardino e si protende verso l’esterno arrampicandosi sul muretto di pietra difensivo, che è Gesù. Tutte le pietre del mio giardino simboleggiano  il Figlio: la roccia dell’antro è la piaga che Gli genera il mio amore gratuito ,in Lui affondano le radici i gelsomini dell’unione verginale segretissima per nutrirsi e dissetarsi,  la conca delle ninfee, che rappresentano la mia poesia, è sempre Cristo, “pietra scartata dai costruttori, ma divenuta testata d’angolo” .

Quindi il mio fior di cuore, che sono io, esce dalla grotta sicura e deliziosa per cercare coloro che devono venire attirati dallo Sposo.

Il fior di cuore   218)
produce fiori a grappoli e fiori solitari,   219)
fiori piccoli e fiori grandi   220)
con nettare succoso.

Versi 218 – 221 : E’ l’Amato a generare le anime insieme alla propria generazione dal Padre negli ardori amorosi dello Spirito Santo, eppure Egli me le regala  come se fossero nate da me perché mi ha rapita nella vita trinitaria. Quando ho scritto queste parole della poesia non avevo capito di cosa si parlasse, per me si trattava di una pianta con dei fiori di tipo diverso, adesso so che rappresentano le persone: alcune stanno bene insieme, altre da sole, alcune hanno delle piccole qualità, altre sono grandi artiste o grandi sante, secondo com’è meglio. E nulla v’è che sia tanto piccino da essere poco ammirabile

Il fior di cuore   221)
apre la propria ferita e beve   222)
gli ardori di Spirito Santo   223)
del Padre, che genera il Figlio   224)
con la figlia ed i figli creati.   225)

Versi 221 – 225 : Il mio cuore è piagato dallo Sposo ed è stato Lui a iniziare questo irradiamento di Sé in me. Ad ogni mia corrispondenza avviene una più intensa fusione e sarà così per sempre né potrebbe essere in modo diverso. Io bevo Dio ed Egli beve me, l’Eucaristia terrena è la più alta realtà di questa mescolanza tra creatura umana e Creatore. E poiché tutto il creato è immerso in Dio come le faville nel fuoco, insieme a Dio possiedo anche  la creazione del passato, del presente e del futuro, Paradiso e Purgatorio, con la sola esclusione dell’Inferno.

Un glicine della mia miseria  226)
si abbraccia ai rami del fior di cuore,  227)
viola e rosso squillanti tra il verde  228)
ad ammantare il muro.  229)

Versi 226 – 229 : Finalmente anche la mia miseria è diventata una pianta rigogliosa, i cui fiori hanno il colore del pentimento, ma ben si accostano al rosso dell’amore ed al verde della speranza, tanto da formare un unico colpo d’occhio, che affascina lo Sposo.

L’arte è libertà: viene fuori irruente   230)
senza metrica e senza rima   231)
e senza regola, schizza   232)
con uno zampillo altissimo,   233)
spumeggia nell’acqua della conca, si diverte,   234)
salta con  stupefazione, fuoriesce,   235)
bagna il giardino come vuole, diventa   236)
la rugiada di ogni mio fiore   237)
ed io mi ubriaco di libertà, che è lo Spirito Santo   238)
del Padre e del Figlio,   239)
Fuoco d’Acqua e di Sangue,   240)
vita, vita, vita!   241)

Versi   230 – 241 : Indubbiamente io scrivo per voli pindarici e per sintesi, non è un modo facile e  piano di esprimersi e forse non è nemmeno la maniera migliore per farsi capire. Per questo ho sentito il bisogno di annotare questi approfondimenti a “Il giardino amoroso “ , che sono usciti impetuosamente o ex novo oppure da miei appunti già scritti, mescolando il tutto. Del resto anche la lunga  poesia di partenza, che ho avuto il fegato di imparare a memoria per pregarla a occhi chiusi quando voglio, è stata scritta nell’identico modo strano, direi insolito, ed è anche così che dipingo. La mia arte è un pensiero astratto che diventa immagine ed è un’immagine che diventa pensiero astratto. Il quadro o la poesia devono pulsare, parlare, ballare, suonare, vibrare, sanguinare, morire, risorgere e vincere ed altre cose per le quali non sono state inventate le parole. Fermatevi e guardate. Sospendete il giudizio, anche il pensiero. Anima ad anima con me, ecco, vivete. Siete liberi. Ubriachiamoci insieme della Divina Libertà, magnifico dono di Dio alla creatura umana infinitamente rispettata ed apprezzata. Fin da quand’ero giovanissima nei miei disegni ho rigettato la perfezione tecnica. Mi piace il non finito, che diventa infinito. Le cose accennate, interrotte, immaginate e fantasticate sono più belle di quelle già compiute. Ognuno che legge ha il proprio giardino amoroso simile al mio eppure diversissimo . E’ possibile trovarlo dentro di sé. L’arte e la libertà sono doni da accogliere oppure restano doni senza diventare nostri. L’incisività, nell’arte, è fondamentale. Le parole sembrano occasionali e le pennellate spiaccicate senza nemmeno pensarci,. Tutt’altro. La divina semplicità è l’ultimo traguardo della libertà raggiunta. Dopo, c’è solo l’ineffabile silenzio.

L’usignola stonata    242)
adesso può gorgheggiare il canto celeste   243)
e vola di qua e di là,  244)
attraversata dal sole. Ha bevuto amore   245)
ed il suo petto scoppia di sazietà   246)
mentre canta, canta. L’Amato la chiama,    247)

come non sa, ma si precipita a freccia. Subito dopo,   248)
ferma nella Sua mano,   249)
si addormenta fra i gigli.   250)

Versi 242 – 250 : Io sono  l’usignola stonata di Dio. Egli è diventato il mio canto, che gorgheggio con l’anima, svolazzando dal Figlio al Padre e dal Padre al Figlio in slancio di Spirito Santo. Sono nata per cantare, ma stonata fisicamente. Ho molto amato questa favola, che ho inventato parecchi anni fa ed ho sempre vissuto e rivissuto, disegnato, colorato, sintetizzato, portato in VHS, adesso sto pensando di farne un CD, appena ho tempo, naturalmente.

Ho anche desiderio di dipingere, magari mi piacerebbe cucinare e zappare, si fa per dire: prendermi cura del mio giardino qua fuori e farlo fiorire con tanti colori. Me la cavo anche mica male. Poi c’è la casa di Rometta Superiore, che ormai non cade più perché ho rifatto tetto, fondamenta, solette, finestre, finestroni, bagni. Quando sono finiti i soldi, ho interrotto i lavori placidamente. Ci vado lo stesso così com’è e ci passo ore di vera felicità. Ho portato l’acqua in casa perché non si dovesse continuare ad attingerla al pozzo e messo a posto l’allaccio fognario, è una reggia piena di storia e di sapori dei miei antichi.

Al Signore piace sentire i canti in lingue della sua usignola stonata. Ed io gorgheggio per Lui come se una treccia di fili d’oro scendesse dal cielo per me, afferro ora un canto ora l’altro ed esulto perché sono amore nell’amore. Cantare questi inni d’amore è bello, ma il silenzio d’amore è ancora di più. La sposa si addormenta sulla mano dell’Amato.

Ed è sonno d’amore con sogni d’amore   251)
in respiro e battito d’amore. Quando infine si sveglia   252)
scrolla le ali, si stropiccia gli occhi,   253)
si ricorda dov’è e ti gorgheggia l’amore. Tu   254)
mi accarezzi sulle piume del capo, questo tocco   255)
fa riversare la mia anima,   256)
come non so.   257)

Versi 251 – 257 : Da quando ho scritto queste parole, non c’è volta in cui mi svegli dal sonno senza pensarci. L’usignola, capace di cantare soltanto il canto celeste, scrolla le ali, io invece mi stiracchio in lungo e in largo. Con stupore e gratitudine, mi ricordo dove sono: nell’antro segreto, pallida immagine della Tua piagatura d’amore per me. Allora mi metto a pregare e, qualunque cosa io ti dica, è ugualmente amore: posso ripeterti le preghiere del mattino o della sera imparate per la I Comunione, e difatti mi piace ripetertele, poi il Padre Nostro e l’Ave Maria, e difatti li dico, il Gloria, oppure posso pensare questa poesia, o dirti dei piccoli balbettii venuti sul momento o cose nuove o vecchie o rinnovate. Di fronte alla mia preghiera pasticciata e variegata, Egli si intenerisce divinamente e mi fa una carezza in fronte. Non so cosa mi succeda: è una benedizione trinitaria potente, un compiacimento del Padre, una identificazione col Figlio e una sciabolata di Spirito Santo così ardente, da farmi come scivolare via l’anima fuori dal petto in una delizia muta. Le carezze di Dio sono i tocchi del Figlio in seno al Padre ed in fuoco di Spirito Santo, ogni tocco è benedizione del Figlio, compiacimento del Padre e sigillo di Spirito Santo, che fonde l’acqua e il sangue col fuoco.

Qui l’acqua, il sangue ed il fuoco divini armonizzano perfettamente con l’acqua, il sangue ed il fuoco carnali e spirituali della creatura amata, divenuta a sua volta capace di riamare.

Sono le nozze eterne, nelle quali Mimma osa dire a Dio : io ti amo come Tu mi ami e ti accarezzo come Tu mi accarezzi, fino a nascere, morire e risorgere d’amore per Te come Tu sei nato, morto e risorto d’amore per me.

E Dio dice sempre a Mimma : Sono innamorato di te.

Simultaneamente Mimma sempre Gli risponde : Sono innamorata di Te.

E’ il silenzio   258)
della pace profondissima   259)
dove oso ricambiarti il bacio.   260)

Versi 258 – 260 :  Come mi piace il silenzio dell’insonnia della notte, o Signore, soli Tu ed io. Posso chiamarti come voglio e dirti le piccole e grandi cose che l’amore sussurra alle orecchie dell’anima. Amico mio è il nome che compendia ogni altro nome. E’ lo zampillo puro dalla roccia, che è Cristo. E Cristo sta sul seno del Padre, ed il movimento dell’acqua è lo Spirito Santo del Padre

e del Figlio. E l’acqua siamo noi: il corpo mistico. Dove ognuno è solo con Dio e tutti siamo in Dio e ci vediamo in Dio poiché Lo vediamo da soli. La visione beatifica comprende ogni gioia: Dio in Sé, Dio nel creato, Dio nelle anime e le anime in Dio col creato in Dio.

Il fior di spina, che non sapevo immaginare,   261)
adesso non punge più, si è trasformato in carezze   262)
del cuore della sposa sul Cuore dello Sposo.  263)

Versi  261 – 263 : Si intende il cuore dell’anima, che è tutta l’anima in sé e per sé, in Cristo e per Cristo. Se penso all’origine del fior di spina, c’è da rabbrividire: erano i miei peccati che toglievo dai gambi delle rose scarlatte dell’amore gratuito, dalle rose bianche della sapienza che mi si è confidata e dalle rose multicolori della creazione vivente nel Dio vivo. Ma soprattutto erano i miei peccati perché potevano pungerLo. Ecco cos’ha fatto l’Amato: ha trasfigurato ogni male in bene e continua a farlo, perché il matrimonio mistico è comunque appesantito dai limiti del corpo e della mente materiali.

Io sono le carezze del mio cuore sul Cuore dell’Amato, Egli è le carezze del Suo Cuore sul cuore della sposa, che sono io. Incredibile a dirsi. Insieme al Figlio, nel Figlio ed il Figlio in me, sul seno del Padre, e le carezze sono lo Spirito Santo del Padre e del Figlio, talmente elevate sulle carezze terrene, da avere anch’esse un nome ignoto, soprannaturale, indicibile di deliziosa ignoranza. Mi lambisci come il fuoco che arroventa il ferro, mi stai modellando fra le Tue mani, sono diventata una filigrana sottile attraversata dalla Tua luce, aerea e feconda come un granello di polline nel vento dello Spirito Santo a far fiorire i giardini accanto al mio e dopo quelli un po’ più lontani e dopo i lontanissimi. Sono il ruscello che scorre e la cascata che salta, innaffio i giardini d’acqua, di sangue e di fuoco donati da Te a me, o stupore! Fonte di vita come Dio, spiro tra i giardini la vita trinitaria e mi chino con molta attenzione sui fiorellini ridicoli e sui fior di spina

E’ davvero un piccolo fiore,   264)
con petali scoloriti,   265)
ma al centro porta un brillante a luce pura   266)
che dardeggia l’Amato.  267)

Versi 264 – 267 :  La piagatura d’amore  che la sposa compie nello Sposo avviene proprio attraverso il fior di spina, cioè per mezzo del proprio peccato redento, che è il motivo per cui Gesù si è incarnato dal seno del Padre nel seno di Maria, è nato in una grotta, poiché le grotte Gli piacciono tanto, ed è morto a quel modo sulla croce aprendoci i segreti trinitari di un amore non immaginabile e non traducibile in parole. Il brillante a luce pura è il mio pentimento trasformato in amore innocente.

La sua forza   268)
è nel numero. Tanti fiori di spina   269)
sciamano rapidissimi nell’antro segreto   270)
e lo Sposo sorride perché li aspettava,   271)
li sperava, li desiderava. I fior di spina   272)
sono tiepidi, vivi e molto affettuosi.   273)

Versi  268 – 273 :  Bella forza, che viene dall’alto numero di peccati! Io sono i miei fior di spina e, dal giardino, attirata dalla sete di Lui, Lo trovo nell’antro e Lo ricopro di tenerezze. Ho molta gratitudine da manifestarGli, ma non faccio in tempo a parlare o a pregare o quello che è perché Lo vedo deliziato dalla ferita del mio amore per Lui, che è istantanea alla ferita del Suo amore per me, compiuta da Gesù. E’ troppo. Come faccio a non morirne? La morte d’amore non ha nulla a che vedere con la morte fisica, che ne è una secondaria conseguenza. Un effetto collaterale necessario. Quando hai dato all’Amato il culmine dell’amore, di che altro vuoi morire?

Nella penombra della grotta   274)
sembrano lucciole in danza   275)
perché i brillanti centrali possiedono luce propria,   276)
donata dall’Amato, ricevuta dalla sposa   277)
e conservata intatta in tutte le tempeste ormai cessate. Sono i monili   278)
che la sposa dona allo Sposo.   279)

Versi  274 – 279 :  Dio è munifico e ha bisogno di donare. Possedere luce propria non è piccola cosa. Non è un semplice riflesso della Sua luce, stavolta al centro del mio pentimento ha messo una scintilla definitiva, della quale posso fare quello che voglio. Così Gli regalo tutti i brillanti che ho per adornarLo in questo giorno di nozze perpetue. Nello scambio d’amore gli sposi si regalano gioielli e Gesù predilige in maniera speciale che io gli metta nelle mani proprio quello per cui Egli si è incarnato nel Natale, è morto e risorto nella Pasqua ed ha effuso lo Spirito Santo nella Pentecoste: i miei peccati trasfigurati dal pentimento e dalla gratitudine.

Adesso Egli mi sussurra piano: Tu sei il mio gioiello. Lo abbraccio e Gli rispondo : Tu sei il mio gioiello.

Così, ora e sempre, protendo le mani aperte verso di Lui, che pone le Sue mani benefiche nelle mie.

Percepisco il contatto spiritualmente, il tepore dell’amato e la trasfusione di Lui in me e di me in Lui, poiché i gesti d’amore sono uguali, simultanei ed eterni, Egli a me ed io a Lui.

La Comunione è perenne e vicendevole, adesso nella fede del Pane e del Vino consacrati, presto nella gloria svelata.

I fior di spina stanno bene   280)
mescolati con i fior di stimmate   281)
fatti di cielo profondo, che sono non ti scordar di me   282)
perché non mi posso mai scordare   283)
cos’ha fatto Gesù per me   284)
e gli uni sono complementari agli altri.  285)

Versi 280 – 285 :  I fior di spina sono il pentimento trasformato in amore ed i fior di stimmata sono i dolori fisici, morali e spirituali trasformati in amore. E’ la sublimazione perfetta della sofferenza, nella quale rimango fino a quando sarò in terra, ma mi ci sento bene, come appagata perché seguo una strada già compiuta da Lui.

 La sposa   286)
ne prepara un mazzetto   287)
per offrirli all’Amato   288)
ed aumentare la sua gioia. Simultaneamente   289)
lo Sposo ne prepara un mazzetto identico   290)
per offrirli alla sposa ed aumentarne la gioia.   291)

Versi  286 – 291 : Gesù ed io ci scambiamo il dono delle stimmate, Lui a me ed io a Lui. E’ un’azione di Spirito Santo, che avviene in seno al Padre, ed è simultanea, non c’è prima, dopo né durante perché è eterna.

La grotta diventa abbacinante.   292)

Verso 292 :   Lo scambio delle stimmate avviene nel culmine della luce trinitaria e rende invisibile la sposa.

Il serpente, fuori dal muretto difensivo, si agita invano   293)
e nella furia aggredisce se stesso: si è accorto   294)
che risplendo e non mi distingue,   295)
sa di non potermi mordere,   296)
allora  si mangia da solo facendosi a pezzi.   297)

Versi 293 – 297 :  Il serpente sta tentando l’ultimo assalto, ma ha i giorni contati. Sibila che non è possibile perché troppa è la mia miseria e sono superba, che Dio non c’è ed in ogni caso sono pazza  come tutti nella mia famiglia, che non faccio niente di buono per i poveri e sono legata alle cose terrene. In verità gli resta poca voce, non può entrare nel giardino e deve contentarsi di sapere che ci sono dal proprio accecamento. Nemmeno può avvicinarsi tanto al muretto difensivo, che lo acceca ancora di più.

Del resto   298)
ogni volta che tenta di pizzicarmi sono io che ci guadagno,   299)
tanto non mi turbo e nemmeno mi meraviglio,   300)
semplicemente non me ne importa  301)
e mi sbocciano fiori di pazienza e di fedeltà   302)
da infilare negli angoletti del giardino   303)
a destra, a sinistra e tutt’attorno, sono anemoni viola,   304)
rossi e bianchi, con ranuncoli gialli.   305)

Versi 298 – 305 :  Certe volte mi chiedo come faccia il serpente a odiare Dio e il creato. Ma subito mi distraggo ammirando l’Amato occhi negli occhi. La mia anima sussulta di gioia immobilmente, come non so.

Tra quelli che ho chiamato fiorellini ridicoli   306)
Tu adesso mi fai trovare prati di violette   307)
e viole del pensiero selvatiche, che sembrano   308)
facce d’angeli stupefatti.   309)
Non ricordavo di averli seminati,   310)

Versi 306  – 310 :  Ho scritto queste parole senza afferrarne il simbolismo: per me erano prati di viole, tanto è vero che mi è parso esagerato definirli addirittura prati ed avevo pensato di scrivere cespugli, poi ho lasciato come mi era venuto.  Prati di fiori miei figli sono i frutti inattesi e opulenti del matrimonio tra Dio e Mimma, mentre dai semi che mi si spargono dalle mani, e non  sapevo di averli né che fossero tanto abbondanti e leggeri, nascono altri prati dai prati e dai prati. Talvolta ho pensato come debba essere bello avere salvato una vita dal fuoco, dall’acqua, in guerra, ma le vite si possono salvare anche dal disamore, dall’ignoranza, dalla solitudine e dalla tristezza. Ecco i prati e i prati e i prati dei miei figli umani, paragoniamoli “ alle stelle del cielo “ , se possiamo contare gli uni e le altre. Gesù mi ha fatto capire: tu hai i poteri divini di corredentrice. Ti è data ogni anima, una per una.

Di fronte a questa certezza ho chinato lo sguardo sbalordita, ma è vero: la mia sete di anime si sazia solo con la totalità che Egli mi dona. Come se il desiderio bastasse a fare, perché Dio lo appaga immediatamente, quindi il mio desiderio è azione di Spirito Santo del Padre e del Figlio. Amo i miei prati di violette una ad una, morrei per un’anima sola come Tu morresti per un’anima sola.

Il mio Ragazzo dice che sono nati dalla sovrabbondanza   311)
e mi sorride misteriosamente,   312)
mi perdo a guardarLo    313)
e sfuggono i pensieri. Certe volte   314)
la morte d’amore è talmente vicina.   315)

Versi 311 – 315 : Chiamo lo Sposo “ Il mio Ragazzo”, tanto posso dirGli quello che voglio, cioè quello che amo, poiché si ama con la volontà. A Lui piace ogni mia sfumatura, e questo non finirà mai di stupirmi insieme a tutto il resto.

 Il Suo sorriso carico di segreti mi fa sfuggire le domande ed anche i pensieri, perché guardarLo nella fede oscura, e più è oscura più crocifigge, oppure nella fede illuminata dalla candela del mio amore, e più risplende più glorifica, ma comunque guardarlo morendo d’amore è la vetta dei segreti dell’antro.

Cosa vuoi che io faccia per Te?   316)

Verso 316 : Chi ama vuole fare qualcosa che dia gioia all’Amato. Tutte queste ricchezze nelle mie mani sono davvero troppe ed intrattenibili. Ormai sono giunta alla vecchiezza e sono molto malandata : in cosa può esserti utile la mia debolezza? Sto passando l’inverno tra caloriferi e letto, fatico a salire una rampa di scala a causa delle membra doloranti, da un bel po’ andare a buttare la spazzatura è diventato un problema e quando cammino per le strade mi sento alquanto stordita. Sono la fragilità incarnata, ma cosa vuoi che io faccia per Te?

Egli risponde: nulla di difficile.   317)
Ed aggiunge: riposa.   318)

Versi 317 – 318 : Lo Sposo non mi chiede nulla che non sia nelle mie forze donargli. Magari gli basta solo questo scritto. Sulle mie spalle non c’è nessun peso gravoso da portare a termine, ed è tenerissimo l’invito a riposarmi.

La vita terrena   319)
è un’occasione. Vivrò,   320)
vivremo,   321)
di luce nelle radici.   322)
La terra non è più terra, ma luce,   323)
le radici non sono più radici, ma luce,   324)
le piante non sono più piante, ma luce.   325)

Versi 319 – 325 : La vita terrena è molto diversa da quella soprannaturale. Essa è l’occasione dell’al di là, il trampolino di lancio in una luce ben diversa dalla luce del sole e da quella elettrica.

Non potremmo sopportare una goccia di gloria svelata. Tutto ciò che i mistici percepiscono in terra è sempre un adattamento. Nessuna pianta potrebbe sopravvivere di luce nelle radici e questo vale non solo per la realtà materiale, ma tanto più per quella spirituale.

Dio può tutto quello che vuole, eppure questo non lo vuole e non si svela se non per uccidere d’amore la sposa quando verrà il momento e la misura dell’amore creaturale sarà colma.

O attesa deliziosa e desiderabile. O inesprimibilità di un tale abbandono prezioso. O dono ottenuto con la crocifissione cruenta dell’Amato, che crocifigge con le gioie più struggenti e dolci la sposa guadagnata negli strazi. Quale scambio fa l’amore.

A te i chiodi e la corona di spine, a me le stimmate dell’unione nuziale. Tu il glorificato risorto, io radiosa di fede. Ho sofferto così poco e soffro ancor meno. Non vedo i miei meriti.

Gesù mi stringe sul suo Petto e mi fa capire: Non occorre che tu veda niente, l’amore è cieco. 

Luce diversificata,   326)
trinitaria,   327)
la luce del Padre Creatore,   328)
la luce del Figlio Redentore   329)
e la luce di Fuoco dello Spirito Santo,   330)
che trasforma gli esseri umani e la creazione   331)
nell’Acqua del Padre e nel Sangue del Figlio,   332)
dove Acqua, Sangue e Fuoco sono talmente elevati   333)
da diventare tutt’altro   334)
dall’acqua, sangue e fuoco conosciuti in terra.   335)

Versi 326 – 335) : Questa luce divina ha qualità diverse e conformi alle Tre Persone. Tutti gli esseri intelligenti e la creazione sono trasformati in essa : come succederà per adesso non è dato sapere e nemmeno cosa sarà di noi, ma di sicuro sarà un culmine perpetuo d’amore e di bellezza. Abbandoniamoci alla più deliziosa ignoranza momentanea.

I pungiglioni, che mi hanno trafitto l’anima,   336)
avranno un nome nuovo, non più dolore,   337)
né solitudine   338)
o sconfitta o telefono muto   339)
o indifferenza, incomprensione,   340)
tradimento,   341)
umiliazione, rabbia impotente, bocca chiusa   342)
oppure sorriso necessario a nascondere la voragine.   343)
Io non so nemmeno l’inizio   344)
di quel nome nuovo.   345)

Versi 336 – 345 : I miei peccati sono le spine interiori, mentre le derisioni e le invadenze nella mia vita, considerata straccio dagli altri, sono le spine esteriori. Nell’innalzamento al Padre della figlia creata, compiuto dal Figlio Unigenito, e l’innalzamento è lo Spirito Santo, l’Acqua di vita del Padre mi guarisce  da tutte queste spine e il Sangue di salvezza del Figlio trasforma, con azione tenerissima di Spirito Santo, la figlia creata e redenta in figlia stimmatizzata. Quando noi riceviamo i dolori fisici, morali e spirituali come se fossero stimmate di Gesù, cosa che in realtà sono, da involontari essi si trasformano in volontari e, poiché si ama con la volontà ,da non amati diventano amati per amore dell’Amato. Tutta la croce di Gesù è stata volontaria perché da sempre il Padre ed il Figlio hanno una sola volontà, che è lo Spirito Santo del Padre e del Figlio. Il nome specifico di tutta questa meraviglia, nella quale è rapita una creatura umana, non lo conosco.

 Dio non si è fermato a causa della pochezza d’amore ed egoismi che ha trovato in me, mi ha dato tempo fino all’ultimo, ha aspettato ed appena ha visto un cenno di consenso subito mi ha sposata solennemente, gioiosamente, addirittura gloriosamente e per sempre. Direi che, fra i Suoi attributi divertenti, Egli è alquanto azzardato: ha preso in considerazione una buffona di corte ed ha pensato a me. E come al solito è stato esagerato in amore, che Gli sprizza continuamente dappertutto.

Adesso, dopo tanto bene ricevuto e tante assurdità che Gli vedo continuamente compiere dentro la mia anima, posso soltanto usare la stessa misura senza misura nei confronti di qualunque mio prossimo.

Come il frutto maturo   346)
è diverso dal frutto acerbo,   347)
dolce anziché amaro,   348)
rosso e giallo invece che verde,   349)
non più duro, ma morbido,   350)
eppure è lo stesso frutto di prima, soltanto cresciuto,   351)
così è il nome nuovo dei pungiglioni terreni,   352)
quale non so,   353)
sinonimo di Amore Divino   354)
personale: Dio ed io,   355)
potente: Dio e gli esseri umani,   356)
splendente, pieno: Dio e tutto il creato.   357)

Versi 346 – 357 : Se la sposa non avesse corrisposto alle stimmate dell’Amato desiderandole dentro di sé, l’unione verginale non sarebbe stata compiuta perché l’amore dello Sposo non sarebbe stato accolto con tale pienezza da suscitarla. E’ per questo motivo che l’unione verginale avviene nelle piaghe d’amore della sposa.

Il giardino amoroso, che mi è sbocciato dentro,   358)
non sarà più un simbolo,   359)
ma una realtà tanto sovrastante   360)
a fiori e profumi e colori   361)
da essere assolutamente diversa,   362)
imparagonabile, sorprendente,   363)
adeguata all’essere umano:   364)
danza immobile con Dio.   365)

Versi 358 – 365 : Il pensiero della vita eterna mi dà come un sentimento di panico: la percepisco troppo differente da quello a cui sono abituata, anche troppo elevata, immensa, abbagliante, direi che per me è  semplicemente troppo. Tutti i termini di paragoni: il giardino, l’acqua, il sangue, il fuoco, la luce cedono dinanzi ad una realtà che mi sovrasta. L’Amato, nelle confidenze della grotta segreta, mi sussurra che è una condizione adeguata all’essere umano e sorride del mio sgomento. Io continuo a dirGli di sì, ma non senza qualche brivido residuo. Sento la tenerezza trinitaria chinata sopra di me.

Sulla terra ci è stato dato   366)
il tempo e il pensiero,   367)
che abbiamo tentato di tramandare   368)
ai figli, agli amici e agli amati,   369)
l’eternità sarà differente,   370)
migliore: nulla perderemo   371)
e tutto ci verrà restituito   372)
e molte cose nuove ci verranno donate   373)
e stupiremo sempre,   374)
canteremo con voce nuova   375)
una lode nuova, sorridendo,   376)
con un riso nuovo,   377)
di quando sulla terra sapevamo così poco   378)
e la chiamavamo vita.   379)

Versi 366 – 379 : Anche la terra ha avuto straordinarie bellezze. Nell’eternità il tempo non ci servirà più, tutte le facoltà umane come la memoria, l’intelligenza e la volontà saranno potenziate secondo gli attributi di Dio, che sono l’essenza di Dio, sicché conosceremo, ricorderemo ed ameremo come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo conoscono, ricordano ed amano. Allora soltanto sapremo qual era la vita degna di questo nome.

Da sempre Dio gode in pienezza   380)
l’amore delle mie rose di sangue,   381)
Egli da sempre mi ha pensata, redenta e amata,   382)
assaporata, vagheggiata, sposata   383)
e sarà da sempre per sempre.   384)

Versi 380 – 384 : Da sempre Dio ha avuto la visione del mio amore : non Gli sono mai mancata. Non esistevo ancora, eppure c’ero per Lui : quale mistero profondissimo e quale gioia per me.

Le delizie solitarie dell’antro   385)
sono la conoscenza di Dio in Dio e con Dio,   386)
che è una delicatissima ignoranza   387)
senza parole   388)
né sentimenti,   389)
uno strano niente che adora.   390)

Versi 385 – 390 : Nei misteri divini più ascolti, più sai e meno conosci perché comprendi di ignorare l’infinito. Le parole terrene, per quanto efficaci e bene usate, cedono al silenzio, i pensieri si sospendono, finanche il sentimento, che è il massimo su questa terra, sembra annientato da un’adorazione superiore e comunque irraggiungibile ed impenetrabile al momento. La creatura umana, adesso, è uno strano niente, significa niente di terreno perché tutta di Dio. Ciò avviene nella grotta segreta. Se questa stessa creatura va a chiacchierare la sera in piazza con le amiche, cosa lecitissima, e ci passa un paio d’ore, vuol dire che è uscita dall’antro della preghiera profonda, ma non dall’unione stabile del matrimonio mistico. Su questa terra la condizione di preghiera profonda non è costante né sempre in crescendo, dipende anche dalle occupazioni oltre che dalla grazia e dalle diverse occasioni di sofferenza e fastidi vari che incontriamo. In Paradiso sarà un crescendo eterno senza mai dimenticare nulla di quello che sappiamo e vediamo.

Certo non conoscerò maggiormente Dio attraverso lo studio ed il sapere terreno, anche se essi sono indispensabili. A Dio non piacciono i pigri e gli ignoranti, non è quella la semplicità che Egli desidera.

Ma quando una creatura si è istruita con amore quanto e come ha potuto, più sa e meno vede di sapere e questa ignoranza suscita abbandono, dolcezza, coscienza della propria piccolezza in seno all’Amato, sorriso e benedizione di Dio, riposo in Lui e silenzio delle immagini, delle parole e dei concetti. La creatura viene ricondotta al proprio niente, ma è un niente in adorazione ora e sempre, ora nella fede e sempre nella gloria.

La creatura, o magnificenza, io per esempio, si percepisce in una grande felicità e gode a manifestarla al Dio amato. Io Lo sto abbracciando ed in Lui mi sveno, mentre Egli si svena in me in acqua, sangue e fuoco. Ci sveniamo perché ci amiamo ed amiamo ora e sempre. Non so con quale ignoranza d’amore io possa dire queste cose. Balbetto. Adoro. Muoio sempre d’amore nella morte d’amore di Gesù per me. Non capisco niente ed ho tutto, come non so.

Non so dire niente di Te,   391)
nemmeno so niente di Te,   392)
sono un niente felice   393)
eppure non annullata.   394)
Guardami, sono io: Mimma,   395)
così mi hanno chiamata, nome buffo,  396)
da calendule arancioni. Ma Tu,   397)
come mi chiami?   398)

Versi 391 – 398 : E’ una beatissima ignoranza, un annientamento rimanendo quella che sono : Mimma. Mio nome terreno. Egli mi ha dato un altro nome unico e personale, che deve essere magnifico, ma è strettamente riservato all’altra vita.

Io ti vedrò nella luce soprannaturale   399)
dopo averti ammirato nell’ombra della grotta segreta.   400)

Versi 399 – 400 : La creatura, presa d’amore, vagheggia la felicità che tra poco la chiamerà per nome e i suoi pensieri divengono una specie di gioia delirante, come sconnessa e svaporata.

Vedere Dio   401)
coincide con essere visti da Dio, che significa possedere Dio   402)
ed esserne posseduti, gioire e causargli gioia,   403)
essere illuminati da Dio ed illuminarLo,   404)
amarLo ed esserne amati,   405)

Versi 401 – 405 : Vedere Dio non è come guardare un film oppure scrivere una poesia nel computer: qui vedere è vivere di Dio, con Dio, per Dio e, delicatezza suprema trinitaria, perfino illuminare Dio con la luce che Egli ci ha dato. I doni di Dio sono stati posti nelle mani della creatura umana, amata adesso come se fosse essa stessa fonte d’amore, di luce e di vita.

Dio non ha bisogno di me,   406)
che invece ho bisogno di Lui   407)
per nascere, crescere, esistere,  408)
morire amando e vivere con Lui eternamente.   409)

Versi 406 – 409 : Questa è davvero una sorpresa: Dio ama amarmi come se avesse bisogno di me, e di me soltanto nel tempo e nell’eternità. Sostanzialmente Egli non ha bisogno di me, non Gli servo per niente, ma vuole aver bisogno di me, cioè ama aver bisogno di me e si è innamorato del mio amore, che non Gli sembra affatto piccino, quindi non è piccino: è un gran bell’amore saziante, prolifico, intenso e carico di profumi in fiore. E’ un amore che mi uccide d’amore nel desiderio  per darmi fra poco, con la morte del corpo, una vita diversa ed eterna, adatta alla mia coscienza e forza d’amore.

La Sua tenerezza verso di me è così potente   410)
da crocifiggersi per ottenermi   411)
e l’avrebbe fatto per me sola   412)
in tutta la storia umana presente, passata e futura.   413)

Versi 410 – 413 :  Poiché Dio è esagerato in amore fino ai limiti estremi, si è crocifisso in quel modo: apparentemente è stato tradito, denunciato, preso e legato, torturato e ucciso, in realtà è morto d’amore tutto per ogni sua creatura umana da salvare. Chi poteva toccarLo ed umiliarLo, se Egli non l’avesse voluto, cioè se Egli, che è amore, non avesse amato per amore? Mi commuove molto pensare che avrebbe compiuto la crocifissione per me sola.

La tenerezza è maternità di Cristo, che si addossa il mio peccato e mi partorisce dal Suo costato aperto in croce. Simultaneamente il Padre mi genera alla vita eterna attraverso il Figlio spaccato e lo Spirito Santo compie l’azione d’amore trinitario.

Ti vedo nella fede senza vederti, ti tocco nella fede senza toccarti, ti ascolto nella fede senza udirti e sei sovrabbondante. Sei troppo amore per le mie deboli forze di adoratrice in Spirito Santo del Padre e del Figlio, della cui verità sono innamoratissima. La Tua tenerezza è verità, non una pia leggenda, un accomodamento, una favoletta bella per bambini scemi. Hai ridisegnato con la verità tenerissima dell’amore trinitario tutti gli inganni della storia terrena. O eccelso che ti intenerisci per un pigolio della tua usignola stonata, o nido sicuro dove dormo, o nutrimento delicato col quale sempre mi cresci sul Tuo petto. O viscere di tenerezza materna, dove la figlia diventa anche mamma in azione di Spirito Santo del Padre e del Figlio.

Ogni Persona divina   414)
si regala alle altre   415)
per cui gli attributi, cioè l’essenza di Ognuna   416)
diventa l’Altra per unione   417)
senza perdere Se stessa: nello stesso modo   418)
io mi sposo con Dio rimanendo Mimma   419)
col mio pensiero, la mia pittura, la mia poesia,   420)
il mio computer   421)
e tutti questi fiori belli del mio giardino.   422)

Versi 414 – 422 :  La mia vita è un punto d’amore, un solo punto d’amore, un solo punto di solo amore. Io sono tutto l’amore della mia vita in un punto solo, immersa in Dio come il granello di pulviscolo nel sole.

Egli è l’Immenso, per questo non mi toglie nulla della mia personalità.

Io sono io in Lui ed ho lo stesso cognome dello Sposo: sono amore.

La mia vita   423)
è una presa di coscienza dell’amore divino   424)
fino all’amore per l’amore   425)
dove l’Amato si immedesima nell’amata   426)
e simultaneamente l’amata si immedesima nell’Amato   427)
con l’unione verginale.   428)

Versi 423 – 428 : Se c’è amore gratuito tra un’anima e il suo Dio, è sempre verginale perché avviene nel più profondo dello spirito umano, intangibile a tutto e a tutti tranne che al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. E’ la nuova verginità di desiderio, che diventa reale perché all’amore per l’amore è tutto concesso, e gli è tutto concesso perché può desiderare soltanto quello che Dio desidera.

 Dammi una qualunque sopravvivenza di eternità   429)
nella quale io possa lodarti, amarti, adorarti   430)
anche senza vederTi mai.   431)

Versi 429 – 431 : Per una qualunque sopravvivenza di eternità intendo anche un Purgatorio di eterno desiderio dell’Amato, un’eterna cecità per Lui, e se di più sapessi pensare di più Gli offrirei.

Ora capisco: non potrei non vederTi    432)
perché la mia vista è l’amore,   433)

Versi 432 – 433 : Proprio mentre Gli offrivo il mio dono supremo di un’eternità senza vederLo mai,  ho capito che era una cosa impossibile perché l’amore gratuito spalanca la visione beatifica per sua propria natura.

ma Tu ben sai: sono i momenti di ebbrezza,   434)
quando mi smuovi l’anima così tanto   435)
che non so cosa più dirTi e, prima del silenzio,   436)
mi imbroglio nel parlarTi e nel pensare, dopo   437)
cedo all’abisso.   438)

Versi 434 – 438 : La preghiera silenziosa è il bacio tra Dio e l’anima e viene da una esultanza profonda, vorrei dirGli troppe cose tutte in una volta e così non mi resta che tacere e lasciarmi rapire da quest’amore immenso, così poco traducibile in parole o balbettii che siano.

Sei bellissimo, e senza paragoni,   439)
pura bellezza di puro amore trinitario,   440)

Versi 439 – 440 : Le espressioni ingenue della sposa deliziano l’Amato, le ripetizioni si susseguono come palpiti tutti uguali e tutti diversi.

e sei in estasi per me. La creazione   441)
è l’estasi di Dio fuori di Sé nel creare,   442)
fuori di Sé nel redimere,   443)
fuori di Sé nell’attirare in Sé la creazione redenta.   444)

Versi 441 – 444 : Il Padre esce fuori di Sé generando la creazione, il Figlio esce fuori di Sé sulla croce, lo Spirito Santo esce fuori di Sé ardendo tutta la creazione in Dio uno e trino. Ma Dio non compie un’estasi generica: Egli va in estasi per ognuno personalmente, per esempio per me sola.

Anch’io sono in estasi per Te.   445)

Verso 445 : Adesso la creatura umana entra in una specie di estasi vigile per il proprio Dio. Basta un niente a farle percepire le delizie amorose dell’unione: una parola, un silenzio nella penombra di una chiesa, un fiore nato sul ciglio. Nelle nozze c’è uno stato d’anima di preghiera  , che prorompe come in protuberanze solari nella preghiera esplicita  rimanendo continuamente splendente durante le occupazioni, il sonno, gli incontri con le persone. Il cuore è sempre pronto a saettare verso il Cuore dell’Amato, deliziosamente posseduto. Egli ferito da me e per me, io ferita da Lui e per Lui. Quale felicità. Poiché l’attenzione della sposa è calamitata dallo Sposo e non dalle proprie cose o preoccupazioni o progetti, nemmeno dal proprio godimento interiore, le distrazioni si percepiscono sempre meno e, nella preghiera profonda, cessano del tutto. E’ uno stato molto felice dell’anima, che dà grande felicità a Dio.

Le estasi di Dio e della sposa si identificano deliziosamente attirando altre creature umane.

Tu porti una luce sul petto, e te ne vanti   446)
perché è la piaga che ti ha fatto il mio amore.   447)

Versi 446 – 447 : L’Amato mostra nella visione beatifica, e lo fa da sempre, senza inizio e senza fine, la luce della piaga del mio amore, che porta sul petto.

Io porto una luce sul petto, un grande  segreto ignoto alla terra   448)
perché è la piaga che mi ha fatto il Tuo amore.   449)

Versi 448 – 449 : Anche la sposa porta sul petto la luce della piaga che le ha fatto il suo Amato, ma deve tenere il segreto, essendo ancora nella propria carne ed in terra. Il silenzio è doloroso, eppure necessario, sono cose troppo segrete, indicibili e che pochi potrebbero capire, ai più creerebbero incredulità e sgomento, facendo più male che bene. Quindi più è oscura la fede, più è profonda la piaga d’amore, più siamo felici e più dobbiamo tacere rimanendo con l’Amato che, nella solitudine, giganteggia ed approfondisce continuamente la piaga d’amore.

Piaga non è il nome giusto, e gli Angeli sorridono.   450)

Verso 450 : Gli Angeli di queste piaghe se ne intendono e Gli scappa da ridere a vedermi tentare l’impossibile per esprimere le cose del cielo con le parole della terra.

Qui ci sono altri nomi ed altre vibrazioni   451)
e la memoria non dimentica più nulla, l’intelletto conosce   452)
sempre oltre, a sazietà, l’amore esplode,    453)
fiume fecondo sui giardini d’anime.   454)

Versi 451– 454 : Nell’eternità della visione beatifica c’è ogni felicità immaginabile e non immaginabile.

Io non lo potevo immaginare.   455)

Verso 455) : Già l’esperienza d’amore terrena è stata decisamente superiore alle mie deboli forze ed alla mia più sfrenata fantasia. Dico questo per la gratuità del mio amore, che è la cosa più sorprendente.

Mi basterebbe sapere che Tu ci sei    456)
e sei amore   457)
per essere felice in tutta l’eternità.   458)

Versi 456 – 458 : La sposa innamorata insiste con le assurdità, che però sono sincerissime, anche se ha capito bene  che Dio le ha riservato molto di più di quanto lei va vagheggiando come in un delirio di estasi d’amore.

E’ mia delizia dirti che non mi devi nulla,   459)
ma vedo che è tua delizia riempirmi d’amore   460)
come se mi dovessi tutto: il latte, il pannolino e la ninna nanna da neonato,   461)
il cibo e l’acqua quando predicavi,   462)
il drappo di Veronica per asciugare il sangue del Golgota,   463)
il sepolcro pulito dove adagiare il tuo corpo   464)
ed il prato sotto i tuoi passi di risorto.   465)

Versi 459 – 465 : La sposa è cosciente di avere corrisposto molto debolmente all’Amato, ma se Gli avesse dato un’eternità d’amore e di fedeltà le sembrerebbe ugualmente troppo poco e lo sarebbe effettivamente. Provo l’inenarrabile delizia dell’amore gratuito ogni volta che ti ripeto con le parole, con i pensieri, col canto, col silenzio, che Tu non mi devi nulla e ti amerei ugualmente come ti amo anche senza Paradiso né gioia né niente altro che l’amore oscuro. Non è davvero un matrimonio d’interesse il nostro: a Te non conveniva sposarti con la mia miseria ed io non ti amo per essere felice, bensì per farti felice.

Ti amo perché ti amo. Ti amo per amarti. Ti amo in assoluto. Ed è splendido, stupefacente, sempre inaspettato. Ti amo col mio sapore di terra da Te creata, redenta e trasformata. Rimarrò ora e sempre Mimma innamorata di Dio e del creato in Dio, vita a vita. Non mi devi nulla e mi hai dato l’esistenza. Non mi devi nulla ed hai suscitato la mia coscienza d’amore. Non mi devi nulla e ti sei fatto conoscere fino a capire la Tua inconoscibilità. Non mi devi nulla e mi hai amato fino alla morte di croce ed alla resurrezione.

E’ vero: ti avrei dato tutte queste cose   466)
se ci fossi stata,   467)
quindi te le ho realmente date:   468)
ma sono gratuite.   469)

Versi 466 – 469 : Basta il desiderio di avergli dato, durante la sua vita terrena, tutto quello di cui l’Amato potesse avere bisogno perché ciò si realizzi: io l’ho allattato e pulito ed ho cantato sottovoce per farlo addormentare, gli ho preparato qualcosa da mettere sotto i denti nella mia casa bene ordinata per Lui e la brocca migliore con l’acqua tenuta in fresco, ho affrontato la mia viltà per ripulirgli un attimo il Volto sul Calvario e gli ho ceduto  il mio sepolcro nuovo senza curarmi della spesa, infine gli ho fatto da prato quando, da Risorto, è entrato nel mio giardino amoroso.

Nulla mi devi e tutto vuoi darmi,   470)
stupefatta, Ti continuo a prendere in nozze   471)
e la luce dei nostri petti   472)
si confonde per sempre.   473)

Versi 470 – 473 : Il matrimonio si approfondisce sempre di più e sarà così in eterno. La dolce piaga d’amore dell’Uno e dell’altra diventa una sola luce. Il Paradiso di Dio, mio Sposo, la cui luce, che deliziosamente intuisco, è la ferita d’amore sempre appoggiata sulla stessa ferita del cuore della sposa, adesso si fonde con questo paradiso umano d’amore totale e innocente, che è la mia anima, sicché c’è un unico  Paradiso dove io e l’Amato ci trasformiamo in una sola cosa pur rimanendo quelli che siamo : Egli Dio Trinità ed io Mimma, Sua creatura.

Adesso la grotta segreta   474)
o mio Dio,   475)
o mio Dio…   476)

Versi 474 – 476  :  Non ci sono più parole.

Conclusione

Sì, o Signore, la grotta segreta,   477)
luogo di delizie,   478)
è la piaga d’amore   479)
con la quale io ti ho ferito   480)
in seno al Padre   481)
e con Fuoco di Spirito Santo,   482)
ed è una rosa di luce d’oro,   483)
bella, viva, che batte,   484)
sbocciata sulla vetta ultima dell’amore per l’amore   485)
e dell’immedesimazione verginale   486)
tra Te e me.   487)
Mi hai raccolta   488)
tra i fiorellini ridicoli,   489)
hai soffiato sui miei petali semimorti   490)
e sono rinata.   491)
Adesso, o mio Dio,   492)
è l’inizio della vita.   493)
La ferita d’amore che mi fai nel petto   494)
sei Tu, simultaneamente   495)
alla ferita d’amore che ti faccio in Petto   496)
e che sono io : una sola ferita. Ti ricopro   497)
con la mia rosa d’oro e di luce,   498)
sono sempre io, tuo manto, tuo anello   499)
e diadema regale di una gloria diversa   500)
da tutte le glorie terrene.   501)
E sono talmente trasparente   502)
e sottile   503)
da poterti attraversare   504)
e vederti senza vedere, toccarti senza toccare,   505)
ascoltarti senza udire, come non so. E’ troppo,   506)
non resisto oltre, sono piccola,   507)
che fai?   508)

Conclusione

Le rose di sangue del giardino amoroso sono vellutate perché accarezzabili dall’Amato e carezzevoli per l’Amato. Le Divine carezze sull’anima umana sono lo Spirito Santo del Padre e del Figlio.

Anche senza cielo io ugualmente ti amerei: è l’amore per l’amore, che genera le rose di sangue nella Generazione del Padre, che è lo Spirito Santo del Padre e del Figlio.

L’innocenza d’amore della sposa è diversa dall’innocenza ignara del neonato perché è l’amore gratuito a farla diventare innocente trasformandola in fuoco armonizzante col Fuoco dello Spirito Santo del Padre e del Figlio, che è Fuoco di Acqua e di Sangue.

Una volta raggiunta l’innocenza battesimale, il giardino della sposa si riempie di gigli di fuoco, che simboleggiano lo splendore dell’abbandono alla morte d’amore, culmine dell’amore gratuito e dell’unione verginale con l’Amato.

Soltanto dopo questo delizioso sì tutti i desideri della sposa sono immediatamente esauditi in Dio perché coincidono con i desideri di Dio: – Chiedimi tutto quello che vuoi ed Io te lo darò – dice lo Sposo alla sposa stupefatta.

Ora a me sembra addirittura che Egli si dispiaccia quando non oso chiedere per paura di sbagliare, di “ usarLo “ per ottenere questo e quello, di “ approfittarmene “.

Cosa comprende quel “ Chiedimi tutto quello che vuoi ed Io te lo darò “ ?

Allora mi metto d’accordo con Lui: se sbaglio a chiedere, non mi esaudisca. Mi dia quello che vuole, cioè quello che Egli ama e che quindi è l’amore.

Non è che io sia capace di amarLo di più o di meno se mi accontenta o no.

Per me Lo amo ugualmente.

Invece non ho mai avuto esitazioni nell’abbandono all’amore gratuito, alla morte d’amore e alla consacrazione verginale.

Ogni desiderio spirituale, subito realizzato, prepara la sposa ad un nuovo e più intenso desiderio innocente, che sarà immediatamente realizzato anch’esso e la spingerà ad un ulteriore desiderio e via sempre così in un’azione eterna di Spirito Santo in seno al Padre e nell’immedesimazione unitiva col Figlio.

In terra c’è un detto: “ L’erba voglio non cresce nemmeno nel giardino del re “ ,ma qui il “ voglio “ significa amo, e non pretendo, e nel giardino amoroso cresce moltissima erba voglio, non infestante e dallo struggente profumo.

Quindi dire voglio a Dio significa amo, cioè Ti amo.

Il matrimonio diventa un fiore vorticante, ma soltanto dopo che sono sbocciati i fior di stimmate e fior di sconfitta, che sono la trasformazione compiuta dallo Spirito Santo di tutte le miserie umane in splendori divini.

Dopo è inevitabile che sboccino tutti quei fiori di solitudine perché la sposa, se a questo punto ha almeno il direttore spirituale col quale confidarsi, si può considerare fortunata. Per gli amici diventa “ strana” , cioè matta, mentre invece è straniera in terra.

Lo Sposo dà alla sposa l’anello nuziale nel profondo di questa solitudine, dove ora avviene l’unione verginale, simboleggiata dai gelsomini dell’antro mescolati ai gigli selvatici della solitudine. Egli è il mio anello nuziale e si pone al mio dito. Nelle nozze con Dio le azioni d’amore dello Sposo e della sposa sono uguali  e simultanee, per questo anch’io divento anello nuziale dell’Amato e mi pongo al Suo dito.

Qui tutti i desideri presenti, passati e futuri sono già esauditi.

A questo punto, e non prima, al mio cuore viene donata quella luce da “ candelina di buon compleanno” , cioè candelina in festa, che lascia l’antro in penombra. E’ luce propria, della quale la sposa è libera di fare quello che vuole, quindi la usa per l’amore dentro la grotta e per l’amore fuori dalla grotta, oltrepassando il giardino delle delizie in terra  e spingendosi fino sul muretto di pietra difensivo tutt’intorno, che è Cristo, per attirare gli altri all’Amato.

Difatti il fior di cuore, generato dalla luce trinitaria dell’antro, luce invisibile alla sposa, produce fiori diversi : a grappoli, solitari, piccoli e grandi e si nutre direttamente di Dio Trinità  aprendo la propria piaga d’amore, donata alla sposa dal Figlio in seno al Padre e per azione di Spirito Santo. Il glicine della mia miseria fondamentale gli si intreccia deliziosamente.

Dopo che il gorgheggio esultante dell’usignola è diventato silenzio, pace e bacio, il fior di spina, fatto con i peccati tolti all’amore gratuito, smette di pungere e si trasforma in carezze del cuore della sposa sul Cuore dello Sposo. Ogni trasformazione è azione trinitaria di Spirito Santo, sempre consenziente la sposa. Immediatamente lo Sposo ricambia con uguali carezze, ma dire che ricambia è improprio perché c’è la più completa contemporaneità d’amore.

Quando lo Sposo e la sposa si scambiano il pieno dono delle stimmate, rappresentato dai mazzetti di fior di spina e fior di stimmate, la grotta diventa abbagliante, il serpente non ci vede e viene annientato o almeno ridotto al punto di non nuocere, la sposa non si turba né si meraviglia più di nulla, è diventata intrepida.

Ed ecco, soltanto adesso, la vista delle anime “ figlie” della sposa, simboleggiate dai prati di viole. Io le ho a malapena intraviste.

Mi è nato ciò che non ho seminato dalla sovrabbondanza dell’amore gratuito.

Qui lo Sposo mi invita al riposo perché non mi aspetta più nulla di difficile.

Non debbo tanto fare quanto lasciarLo fare, non tanto pregare quanto lasciarLo pregare, amare e lodare in me.

Ciò è soavissimo. Ho anche capito perché sono così debole fisicamente : se fossi stata forte avrei fatto, così mi lascio fare dall’Amato.

So anche perché sono stonata : non dovevo cantare con la bocca quanto con l’anima.

Egli mi ha tagliato  con decisione le strade che non dovevo seguire. Oggi avrei dipinto, se non ci fosse stata una giornata di penombra e se mi fossi sentita meglio, invece scrivo queste cose che a Lui piacciono.

Il giardino amoroso è una realtà di luce trinitaria inesprimibile.

Ed alla fine di tutti i segreti della Sapienza divina assaporati nell’antro, che è la ferita d’amore fatta dalla sposa col Padre e lo Spirito Santo nel seno del Figlio, io comprendo di essere sempre più sprofondata in una delicatissima ignoranza.

C’è l’immedesimazione unitiva verginale con l’Amato, ed è verginale non perché io sia effettivamente vergine per Lui  come lo sono, ma perché questa azione trinitaria è compiuta nella zona vergine profonda dello spirito umano, inattingibile a tutto tranne che a Dio direttamente. Sarebbe verginale anche se io avessi marito o se un uomo avesse moglie. E sarebbe comunque personale e con sfumature diverse da una creatura umana all’altra.

Fino all’ultimo la sposa, fuori di sé, cioè in estasi per l’amore, è disposta ad un’eternità senza visione beatifica purché possa amarLo, lodarLo e adorarLo. All’improvviso, e con delizia, capisce che non può non vedere Dio perché è l’amore gratuito a darle questa vista. L’ho proprio capito scrivendo e non prima.

La sposa quasi chiede scusa di avere detto una scemenza: è stata l’ebbrezza dell’amore.

Dio si comporta con lei come se avesse chissà che debito da ripagarle, mentre non le deve nulla, e se mille e migliaia di miriadi di vite sante io avessi vissuto per Te, ugualmente nulla vorrei in cambio.

E’ questo ulteriore culmine dell’amore gratuito a generare la fusione delle vicendevoli piaghe d’amore in una sola luce.

Adesso non ho più parole, i pensieri sembrano sfaldarsi, calo nel silenzio.

Ma “  Il giardino amoroso “ non finisce mai ed io cerco altre vette d’amore ancora più alte per effondere l’anima da me in Dio.

La sposa dice allo Sposo : – Chiedimi tutto quello che vuoi ed io te lo darò.

Ed anche nella pena eterna io ugualmente ti amerei, purché fosse pena di amore innocente.

Che fiore nasce adesso? Che rosa è?

Dopo qualche giorno Gesù mi risponde: – La rosa d’oro. La rosa di luce.

Sono stupefatta, ancora stupefatta e di nuovo stupefatta: mi è fiorita l’inesprimibile rosa di luce d’oro, nata senza spine, invisibile ai profumi, alle forme e ai colori, pura, rara, non immaginabile, intoccabile, segreto ultimo tra l’anima e il suo Dio. E’ una rosa d’Acqua, Sangue e Fuoco divini imparagonabili all’acqua, sangue e fuoco terreni. Oro di luce e luce d’oro, oro e luce divini e viventi, donati alla sposa in proprio e per sempre. Tengo la rosa e Te la ridono e Tu la ridoni a me ed io a Te, e la rosa sono io, anello sul Tuo dito, diadema sulla Tua fronte, ornamento radioso sul Tuo petto, sigillo d’amore eterno sbocciato per Te. La rosa di luce d’oro compendia in sé tutti i fiori del giardino ed è la mia anima nella sua bellezza viva e palpitante. Essa è invisibile alla terra poiché luce umana nella luce divina ed è tutta una ferita d’amore, donata dalle stimmate del Figlio, in seno al Padre e con fuoco di Spirito santo. Questa rosa, che sono io, è spirituale: soltanto Dio può vederla, toccarla ed udirla a pieno e gli esseri paradisiaci in Dio, chi tutto, chi più e chi meno, secondo la propria forza d’amore ed il dono di Dio. Anche in terra si può comunicare con me in maniera mistica così come comunichiamo con l’Eucaristia e le meraviglie del Dio amato, che risplende nella creazione, ma solo vedendomi senza vedere.

Lo Spirito Santo è il soffio della creazione del Padre salvata dalla croce e resurrezione del Figlio. Io sono inventata dal Padre e redenta dal Figlio nel fuoco dello Spirito Santo del Padre e del Figlio, che mi disseta con acqua e sangue del costato aperto e mi dà il tepore del fiato divino per farmi crescere e rianimarmi. Ero un fiorellino ridicolo, quasi erbetta secca, ma Egli mi ha cambiata in rosa d’oro e di luce, intravista nei segreti dell’antro.

Tutti i gesti, le parole e i silenzi d’amore degli sposi sono simultanei ed eterni: Gesù a me ed io a Gesù. La mia vita nella Sua vita e la Sua vita nella mia vita. Carne a carne, sangue a sangue, anima ad anima, Divinità a miseria.

Se la creatura è talmente trasparente e sottile da potere attraversare Dio vedendoLo senza vederLo, toccandoLo senza toccarLo ed ascoltandoLo senza udirLo, quanto più l’Amato potrà attraversare la propria sposa guardandola, accarezzandola ed ascoltandone sempre sia le parole d’amore della poesia che il silenzio d’amore dei baci supremi

L’anima sposa presagisce la morte d’amore e trema, si sente piccola. L’Amato sa i limiti umani e sorride appoggiandomi sul Suo petto. Mi reclino a occhi chiusi, raccolgo le forze per continuare a dirti il mio sì a tutto quello che vuoi.

Fare la volontà di Dio significa fare l’amore di Dio, che è lo Spirito Santo del Padre e del Figlio. Fare, cioè spirare lo Spirito Santo del Padre, creatore di ogni vita, e del Figlio, redentore di ogni vita. Spirare lo Spirito Santo del Padre e del Figlio  in Dio e sulla creazione. Spirare, qui, non è l’atto fisico del soffio, ma l’atto spirituale d’amore, che è lo Spirito Santo, tra Padre, Figlio e creature, una per una.

Tocco deliziosamente l’inesprimibilità vera e faccio silenzio.

Domenica Luise

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6 risposte a Il giardino amoroso

  1. carloBisestile ha detto:

    Una profonda e sentita riflessione, coinvolgente, nel cuore, nella mente, nell'anima.
    "E' Dio a suscitare l'amore gratuito della sposa, in perfetta armonia con l' amore gratuito intimo trinario".
    "La sposa toglie dalle rose tutte le spine, che sono i peccati… ".
    Abbandono e disponibilità totale a Lui:  "C'è un giardino amoroso dentro la mia anima, dove l'Amato spira la Sua vita".

    "Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra".
    L'adesione dell'anima innamorata di Dio che trova la sua comunione di Amore con Chi crea, suscita la Vita. Creatura e Creatore, un unicum di Amore.

    Un'immensa spiritualità, un'adesione essenziale, esistenziale.
    Che è grande Fede, immensa speranza, fondata certezza di essere cosa sola con Lui.

  2. DomenicaLuise ha detto:

    Grazie, Carlo e benvenuto. Non occorrono altre parole.

  3. carloBisestile ha detto:

    Mimma carissima, ho visto che l'iniziale tuo post di settembre è stato ulteriormene arricchito di altra profonda tensione spirituale.
    "Non occorono altre parole" hai replicato al mio commento.
    Forse il silenzio, la meditazione, la riflessione alla lettura di tanta interiorità spirituale è davvero l'unica risposta.

    Grazie.

  4. DomenicaLuise ha detto:

    Buongiorno, Carlo. È per questo che quasi nessuno ha saputo di questo blog, anche se l'ho messo nei link del mio blog principale. Dio ne farà quello che vuole, se vuole. Grazie a te per avermi incoraggiata alla pubblicazione. Un abbraccio insieme a Rosella.

  5. Danila ha detto:

    Direi che ora dovrebbe farsi conoscere ulteriormente, questo blog di profonda spiritualità! Ho provveduto a farlo conoscere sul mio..Paradiso! Spero che, essendo il mio blog diffuso in tutto il mondo, con una media di oltre 3.000 letture al mese, possa servire a te, ma soprattutto a chi ti legge, a renderlo maggiormente visibile! Un abbraccio che altro non può essere, se non formato Paradiso?!

    • domenica luise ha detto:

      Cara Danila, finalmente vedo un quinto commento, e che bellezza, grazie: da una vita lotto per sostituire il male col bene, l’ignoranza con la cultura, la poesia e le cose belle che abbiamo intorno e dentro di noi. Quando scrissi irruentemente questo poemetto ho provato una straordinaria felicità. Ti abbraccio con gioia.

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